Dopo lungo silenzio, il ministro ai Beni culturali Alberto Bonisoli torna a parlare del possibile trasferimento dell'Uomo Vitruviano di Leonardo al Louvre di Parigi. E si conferma favorevole. VENEZIA. «Noi stiamo ragionando ormai da qualche settimana con il mio collega francese su quello che possiamo fare per dare una mano anche ad altri Paesi europei, tra cui la Francia, per celebrare al meglio quello che è un nostro orgoglio nazionale». Dopo tanto silenzio, il ministro ai Beni culturali Alberto Bonisoli torna a parlare del possibile trasferimento dell'Uomo Vitruviano di Leonardo al Louvre di Parigi. Sibillina ma non troppo, la dichiarazione del politico grillino non lascia molti dubbi sulla decisione finale, che dovrebbe consegnare il prezioso disegno in mani francesi nel prossimo autunno. La risposta alle domande del Corriere di Torino , sul futuro dell'opera custodita alle Gallerie dell'Accademia, è avvenuta ieri nel capoluogo piemontese, in occasione dell'inaugurazione della mostra che la città ha dedicato all'artista rinascimentale. Era la seconda nello stesso giorno, dopo che in mattinata a Vinci aveva presieduto -assieme al presidente della Repubblica Sergio Mattarella- alle celebrazioni dedicate a Leonardo in occasione del cinquecentesimo della morte. Un rapporto, quello del genio toscano con la Francia, che sta servendo per recuperare le relazioni con il Paese d'Oltralpe, messe a dura prova dagli scontri politici degli ultimi mesi. E il Capo dello Stato, che non ha mai nascosto di avere a cuore il ripristino del dialogo, ha colto l'occasione per annunciare che «il prossimo 2 maggio, ad Amboise, con il presidente della Repubblica francese Macron renderò omaggio alla tomba di Leonardo da Vinci», definito «un protagonista assoluto della scena europea». Così, nonostante il parere contrario espresso dalle due esperte del museo lagunare, e le tante precauzioni poste dal Soprintendente dell'Opificio delle Pietre dure, è molto probabile che l'Uomo Vitruviano prenda il volo per la Ville Lumière. L'ufficialità ancora non c'è e non è previsto che arrivi neppure oggi, quando Bonisoli inaugurerà la mostra alle Gallerie dell'Accademia, di cui il disegno è protagonista assoluto. Il protocollo prevede solo un discorso di circostanza al taglio del nastro dell'esposizione che dal 17 aprile e fino al 14 luglio permetterà al grande pubblico di ammirare l'opera. Un'occasione assolutamente da non perdere: era dall'Expo del 2015 che il prezioso manufatto non veniva esposto e, nel caso venisse concesso al Louvre, passeranno altri dieci anni prima che possa uscire nuovamente dal cassetto dove dovrà riposare al buio. Un periodo doppio rispetto ai cinque anni di routine a causa della duplice esposizione a Venezia e a Parigi.