È un'icona degli anni duemila, la vediamo tutti i giorni riprodotta sulle monete da un euro, emblema della civiltà occidentale, che pone l'uomo al centro di tutto, tra terra e cielo. Parliamo di quell' Uomo vitruviano l'immortale disegno di Leonardo del 1490, studio sul corpo umano inserito nelle figure geometriche ritenute perfette da Platone del cerchio e nel quadrato. Pur avendolo visto ovunque, siamo sicuri di conoscere il disegno? Avete mai fatto caso ai piedi? Il piede sinistro, di 26 mm, è ruotato di profilo in posizione innaturale, appositamente scelta dal genio rinascimentale a evidenziare che si tratta dell'unità di misura, corrispondente a un settimo del corpo. Tutto questo potrebbe nascere da un errore di trascrizione nel manoscritto a cui Da Vinci si affidò - non conoscendo il latino - del testo di riferimento, quel De Architettura di Vitruvio che parlava della proporzione del piede: come un sesto del corpo, però, e non un settimo. Desta sempre grande emozione poter vedere l'uomo universale di Leonardo, superstar assoluta della mostra «Leonardo da Vinci. L'uomo modello del mondo», allestita alle Gallerie dell'Accademia di Venezia, per celebrare i 500 anni dalla morte di Leonardo da Vinci (1519-2019), aperta da oggi al 14 luglio. L'esposizione è stata inaugurata dal Ministro per i Beni e le attività culturali Alberto Bonisoli: «Mi piace perché è contaminante». Eppure lui non si è commosso davanti all' Uomo Vitruviano : «A me piace Dürer, quindi..». E quindi il ministero non ha deciso ancora se presterà alla Francia il celeberrimo disegno per alleviare le ferite di Parigi. «Sono due cose completamente diverse ha detto Bonisoli - , stiamo ragionando col governo francese per lavorare reciprocamente e rendere omaggio a due geni. Loro ci metteranno a disposizione alcuni oggetti d'arte per celebrare Raffaello l'anno prossimo e noi vedremo di offrire qualcosa per le loro celebrazioni di Leonardo previste nella seconda parte dall'anno. Non abbiamo ancora deciso cosa. C'è tempo per farlo: temo ci sarà qualche ritardo nel loro allestimento, adesso il governo francese ha priorità di altro tipo». Curata da Annalisa Perissa Torrini e Valeria Poletto, la rassegna veneziana espone 70 disegni, di cui 36 vinciani e riporta letteralmente «alla luce» l'intero fondo di fogli autografi del maestro conservato nella raccolta grafica dell'Accademia dal 1822 e proveniente dalla collezione Giuseppe Bossi, allora acquistati dal governo austriaco: 25 opere grafiche normalmente mai visibili al pubblico, che prima e dopo l'esposizione pubblica devono obbligatoriamente ritornare al buio assoluto dei caveaux climatizzati nei quali sono custoditi per cinque anni. Per l'esposizione dell' Uomo vitruviano è stato creato ad hoc un clima box che mantiene costante l'umidità tra il 50 e il 60. «L'opera marcano le curatrici - è accostata a disegni di studi di proporzioni e anatomia, con prestiti eccezionali, come alcuni fogli di Leonardo giunti dalla Royal Collection di Windsor Castle, ad esempio la Proiezione parallela di tre teste maschili ». Quest'ultimo foglio venne ripreso da Albrecht Dürer (presente nella mostra con uno Studio di cavallo ), che con Leonardo condivideva l'approccio rigoroso e scientifico. Il percorso espositivo, cronologico, prende avvio con una mise en page del 1478 dalla National Gallery di Washington tra i primi studi di fisiognomica dell'artista. Dalle ricerche scientifiche con studi di proporzione del corpo umano alla botanica, ottica, fisica, meccanica, armi, troviamo gli studi preparatori per dipinti come la Sant'Anna con la Vergine e il Bambino o i cinque fogli per la perduta Battaglia di Anghiari . Incanta la piccolissima Allegoria della Purezza (1490) dalla University of Cambridge, che rimanda al capolavoro dipinto della Dama con Ermellino . Tra occhi, volti, corpi aggrovigliati ma anche poetici fiori, una summa dell'excursus dell'ingegno leonardesco. «Veduto Leonardo non si pensa più alla possibilità di fare molti progressi», parola di Paul Klee.