Se - consiglio non richiesto - potessi mettere a disposizione del sindaco di Parigi Anne Hidalgo e del presidente della repubblica francese Macron le esperienze di ricostruzione del Teatro la Fenice di Venezia andato a fuoco nel 1996 mi sentirei di dire loro che la ricostruzione di Notre Dame sarà lunga, complicata, ma coronata da sicuro successo. Perché sarà un processo assistito dall'amore del mondo, quello cattolico ma non solo, che non allenterà mai la pressione. Un amore che si segnalerà con espressioni di frustrazione ad ogni piccolo ritardo e con scoppi di giubilo ad ogni piccolo passo in avanti. E' successo per la Fenice, piccola chiesa laica, succederà moltiplicato per mille per la maestà simbolica di questa cattedrale, segno della cattolicità dotato di una forza evocativa seconda solo alla basilica di San Pietro a Roma. Il confronto Fenice-Notre Dame, improponibile sul piano simbolico, regge su quello emotivo e poi, mano a mano che la determinazione a ricostruire soppianterà il dolore e lo shock per la violenza subita, sul piano pratico. Ogni veneziano che abbia assistito all'agonia della Fenice a me è capitato di soffrire i bagliori dell'incendio dall'alto di una terrazza veneziana.