L'annuncio è stato dato ieri all'Accademia Carrara: Borgo Santa Caterina è tra «I Borghi più belli d'Italia». Un riconoscimento temporaneo: dura due anni, poi potrebbe essere rinnovato. Al lavoro tanti gruppi, a partire dalla Fondazione Accademia Carrara. Borgo Santa Caterina è tra «I Borghi più belli d'Italia». L'annuncio del riconoscimento temporaneo (dura due anni, poi potrebbe essere rinnovato) è arrivato ieri, all'Accademia Carrara, dove qualche mese fa è nata l'idea di questa candidatura. Tecnicamente, Borgo Santa Caterina diventa ospite onorario (e non ordinario) del distretto «I Borghi più belli d'Italia», per la sua caratteristica di essere all'interno di una città e non un borgo a sé stante. Come attualmente lo sono Erice (in provincia di Trapani) e Torre di Palme (Fermo). Il riconoscimento, arrivato dopo la valutazione di una settantina di parametri, comporta anche degli oneri. Il Borgo d'Oro dovrà continuare a essere tutelato e valorizzato per non perdere, tra due anni, questo titolo. E poi non dovrà essere stravolto né troppo trasformato. Tra gli aspetti che hanno inciso, c'è anche la pedonalizzazione di piazza Carrara: se dovesse essere cancellata, il nuovo titolo diventerebbe a rischio. «A noi dice il sindaco Giorgio Gori è parso che Borgo Santa Caterina, nel suo perimetro più esteso, da via San Tomaso fino a via Celestini, la zona dello stadio, avesse le caratteristiche per potersi candidare. Fondazione Accademia Carrara si è fatta promotrice di questo progetto che ha trovato favorevoli una serie di soggetti, come la Gamec, i commercianti, la Rete sociale, la polisportiva storica del Borgo, l'Excelsior, la Parrocchia, l'Atalanta, fino al progetto Chorus Life che lambisce questa zona». La candidatura è stata valutata dal comitato scientifico che ha proposto l'iscrizione al consiglio direttivo del Club I Borghi più belli d'Italia. E prima della decisione, c'è stata anche una visita «in incognito» nel borgo da parte dello staff del Club. «Nei Borghi non si entra facilmente, c'è un percorso di certificazione difficile dice Pier Achille Lanfranchi, vicepresidente dei Borghi più belli d'Italia . Mi congratulo con Bergamo e, in particolare, Santa Caterina». Tra gli obiettivi del progetto, c'è anche la promozione di zone d'Italia da tutelare, conservare e valorizzare. Santa Caterina, come gli altri luoghi che negli anni hanno avuto il riconoscimento, avrà anche una ribalta mediatica, tra il magazine del Club e le trasmissioni televisive dedicate al progetto. L'obiettivo è far conoscere meglio questa parte di città anche tra i turisti. Per arrivare al riconoscimento è stata importante la presenza nel Borgo dell'Accademia Carrara e anche la festa dell'Apparizione, tutti gli anni ad agosto. «C'è una relazione molto forte tra l'Accademia Carrara e il Borgo dice Maria Cristina Rodeschini, direttore della Fondazione . I residenti del Borgo devono sentirsi gli interlocutori primi del museo e il museo deve rivolgersi con attenzione a questa comunità. Santa Caterina è un modello di buone pratiche e di buone relazioni anche culturali». E quella vita culturale, «va mantenuta e coltivata dice l'assessore Nadia Ghisalberti . Essere un borgo significa anche vivere quella qualità di vita tipica dell'Italia». Non è previsto un piano di valorizzazione del Borgo d'Oro. Il riconoscimento è arrivato per come è oggi questa parte della città. E l'obiettivo dei prossimi due anni è continuare a tutelare la zona, senza stravolgerla. Tra i parametri valutati, c'è la custodia della tradizione e anche della bellezza del Borgo. «Il tavolo di lavoro per poter ottenere questo riconoscimento dice Gianpietro Bonaldi, responsabile operativo della Fondazione Accademia Carrara è iniziato da qualche mese e andrà avanti». Con questa nomina, diventano quattro i Borghi più belli d'Italia nella Bergamasca: oltre a Santa Caterina, avevano già ottenuto il riconoscimento Cornello dei Tasso, Gromo e Lovere. «Sono 294 i Comuni che hanno ottenuto la certificazione», dice Lanfranchi. Tra i criteri da seguire, ci sono la cura degli edifici, l'attenzione all'illuminazione pubblica e la valorizzazione dei negozi storici, dalle botteghe ai laboratori degli artigiani.