Venezia si candida ad essere la nuova casa del Mifed, il mercato cinematografico milanese " strozzato" dalla concorrenza dell'American Film Market. Rivendica il ruolo di evento aperto a tutte le contaminazioni, anche quelle del marketing, alieno dall'idea di consumo elitario della cultura. È pronta a catturate le nuove frontiere di fruizione del cinema, prima tra tutte il digitale, e non vede un concorrente nel futuro festival di Roma. Nella loro prima intervista in coppia, Davide Croff, presidente della Biennale di Venezia, e Marco Müller, direttore della Mostra del cinema, rispondono a trecentosessannta gradi, mescolando arte e sponsor, metal detector e sperimentazione. Partiamo dall'allarme sicurezza che ha già scatenato una marea di polemiche preventive. Al Lido ci sono i metal detector e si parla di cecchini sui tetti... Croff .Non possiamo non tener conto del momento in cui viviamo. Abbiamo dovuto rispettare i parametri imposti dalle forze di sicurezza e cerchiamo di rispondere riducendo al minimo il disagio per il pubblico. La selezione dei film è contenuta e si è studiata una programmazione in grado di minimizzare i trasferimenti all'interno dell'area presidiata. Non vogliamo in alcun modo dare l'impressione di una mostra " blindata". Müller. A Cannes ci sono controlli da vent'anni e tre anni fa sono stati introdotti i metal detector. Nessuno scandalo. Sopra ai nostri abbiamo installato i leoni. Ricordano le porte di Brandeburgo, vorrà dire che avremo dei " wenderiani" angeli sopra Venezia. Esiste ancora la distinzione tra festival artistici e rassegne più orientate al mercato? Müller . Il ruolo dei festival è uno solo: dare grande visibilità ai film e agli autori. Ma bisogna inserire questo obiettivo in una dinamica intelligente tra l'astrattività artistica e la possibilità di suscitare anche un valore di mercato. Ci accusano di essere diventati operatori di marketing? È giusto diventarlo per tutti quei film che altrimenti non avrebbero vita: contesto l'idea di un consumo elitario della cultura. Per qualche tempo si è parlato della possibilità di trasferire il Mifed da Milano, ora l'ipotesi sembra decaduta. È così? Croff. Da un lato abbiamo una crisi conclamata del Mifed, dall'altro c'è Venezia che, pur in carenza di infrastrutture idonee, ha comunque un abbozzo di film market, portato avanti con un certo successo. La nostra scommessa è quella di riproporci, con gli adattamenti del caso, come sede del mercato. Un progetto che ritengo realizzabile nel giro di qualche anno. Müller. Già oggi grandi operatori internazionali propongono la visione dei loro film in alta definizione. Una procedura molto più snella, per la quale sono sufficienti salette di dimensioni contenute. Quindi è credibile l'ipotesi di un percorso a tappe per portare a Venezia il principale appuntamento italiano di mercato. In attesa del nuovo Palazzo del cinema? Croff. La gara per la realizzazione del progetto è stata vinta dal gruppo italiano 5 1 Rudy Ricciotti, un'opera per la quale sarà necessario un investimento da un centinaio di milioni. Stiamo già lavorando per cercare un partner privato, cui potremmo offrire una concessione di qualche decina d'anni per la gestione dell'immobile nei periodi extra mostra. Ma certamente sarà necessario un forte sostegno pubblico, anche con il coinvolgimento degli enti locali. Durante laMostra il Lido ospiterà la presentazione del nuovo festival del cinema di Roma: una provocazione? Croff. No, questo evento non sarà in alcun modo antagonista di Venezia, tanto che potremo anche ipotizzare collaborazioni. Non esiste confronto, semmai c'è l'esigenza di fare sistema. Müller. Il target delle due rassegne è diverso. Sta cambiando la fruizione del cinema e anche Venezia dovrà tenerne conto. Per il suo film " Bubble", che sarà presentato al Lido fuori concorso, Soderberg ha già annunciato l'uscita simultanea nelle sale, in Dvd e per la tv via cavo. A Napoli Luciano Stella vende lui stesso i Dvd di alcuni dei film proiettati nelle sue sale. Il cinema su Internet è solo un rischio per l'alto tasso di pirateria o un'opportunità da cogliere? Müller. Finché non è regolamentato, il consumo di cinema su Internet rischia di essere una catastrofe per tutti. Allo stesso tempo la rete rappresenta una nuova interessante forma di consumo. Esistono già film pensati per la fruizione immediata online e piccole case di produzione dedicate, in America e in Francia. Può essere il canale ideale per produzioni a basso costo, 60 70mila euro, con un minimo fee d'accesso alla visione. È un modo di tornare a una sorta di cinema " da camera". La prossima Finanziaria minaccia un ulteriore taglio al Fondo unico dello spettacolo. Rischia di essere messo a repentaglio anche il finanziamento della Biennale? Croff. Al di là di quel che succederà, noi operiamo per contenere i costi e incrementare la quota di sostegno privato alle attività della Biennale. In particolare, per la Mostra del cinema quest'anno dovremmo riuscire a mantenere i costi sui livelli dell'edizione precedente: abbiamo un leggero aumento delle spese correnti, ma " ammortizziamo" l'investimento effettuato lo scorso anno per l'allestimento dei leoni all'ingresso del Palazzo del cinema. Ci attesteremo quindi su 8 8,5 milioni di euro, per il 15 coperti da sponsorizzazioni. Non è un risultato indifferente, se consideriamo che solo cinque anni fa si raggiungevano cifre m i n i m e , nell'ordine di poche centinaia di migliaia di euro. Domanda di prammatica al direttore della mostra. Che aria tira quest'anno per il cinema italiano? Müller. L'abbiamo fotografato bene. C'è la sfida artistico commerciale dei titoli in concorso, l'irriducibilità sperimentale della pellicola di Battiato, che riesce a tradurre in cinema la musica, e progetti italiani pensati in inglese, come il film di Ferrara o quello in cui convivono otto registi, con un unico episodio parlato nella nostra lingua. 1 settembre 2005
CINEMA - VENEZIA: Venezia casa del Mifed - I progetti di sviluppo di Davide Croff e di Marco Müller
La Biennale di Venezia si candida a ospitare il Mifed, il mercato cinematografico milanese. Il festival rivendica il ruolo di evento aperto a tutte le contaminazioni, anche quelle del marketing, e non vede un concorrente nel futuro festival di Roma. Il presidente della Biennale, Davide Croff, e il direttore della Mostra del cinema, Marco Müller, rispondono a interviste. Croff spiega che la selezione dei film è contenuta e che si è studiata una programmazione per minimizzare i trasferimenti all'interno dell'area presidiata.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo