Allarme alla biblioteca Stigliani di Matera, dove già c'è carenza di personale. Infiltrazioni d'acqua rischiano di compromettere la tenuta di 250 mila volumi Matera. «Vede questo volume? Al mondo ce ne sono solo due. Sono bozzetti del pittore Luigi Ademollo. Un patrimonio straordinario che ci consentirà di fare un gemellaggio culturale con gli accademici di Firenze, lì dove è custodita la seconda copia di questi bozzetti. E guardi ancora? Un atlante geografico». Quando sfoglia i volumi i suoi occhi si ravvivano. Accanto a lui due ragazze del servizio Civile che lo seguono passo dopo passo perché lui è la memoria storica della biblioteca Stigliani di Matera. Salvatore Incampo è uno degli «angeli custodi» dell'immenso patrimonio culturale composto da oltre 250mila volumi della biblioteca della capitale della cultura che però non ha fondi, manutenzione, infrastrutture efficienti, personale, spazi e soprattutto pulizia. Da quando nel lontanissimo 1998 sono stati aperti i locali che prima erano adibiti a convento, poi tribunale e poi scuola statale, i volumi non sono mai stati trattati contro gli acari. Lo conferma anche Antonella Nota che da sette mesi svolge la funzione di direttore, anche se direttore non è perché la sua qualifica è di «posizione organizzativa». Quando Salvatore Incampo parla della biblioteca e racconta delle persone che ci lavorano all'interno si emoziona. «Siamo quasi in autogestione, ognuno lavora più del dovuto per proteggere questo immenso patrimonio». Che però ha bisogno di fondi in particolare di un milione e mezzo di euro ma ne arriveranno per quest'anno solo 300mila e saranno stanziati dal comune di Matera che dovrà fare una delibera di Giunta per staccare questi fondi dall'intero pacchetto di finanziamenti comunitari che ha ottenuto dall'Europa per mezzo della regione. Gli spazi e gli acari Alla biblioteca ci sono pergamene scritte su pelle di capra fino a una serie infinita di romanzi di fantascienza. Ma anche volumi preziosi e rari, molti dei quali donati, altri acquistati. «Ma non c'è più spazio per poterli catalogare - spiegano alcuni dipendenti - Molti volumi sono ammassati in attesa di nuove aree. Altri invece sono stipati negli scaffali e perfettamente catalogati ma vanno tutti sanificati». Da quando la biblioteca comunale è stata aperta nel lontano 1998 nessuno si è mai preoccupato di quei preziosi testi e della loro salute. Nessuno ha pensato di sanificare l'ambiente con insetticidi. Al secondo piano c'è un deposito, prima c'erano le celle dove dormivano le suore, mentre adesso ci sono accatastati libri. «La luce non funziona, ci sarà stato un corto circuito, chiaramente non è stato riparato». Camminare nella biblioteca è scoprire a ogni angolo la bellezza della Basilicata. Ci sono esposte lungo le pareti cinquanta calcografie di artisti da tutto il mondo che hanno interpretato la loro visione di Matera. Quadri di Annona, incisioni, collezioni di monete e una affascinate esposizione di grammofoni degli inizi del '900. Le infiltrazioni, gli scoli Nella più importante istituzione culturale della città capitale europea della cultura le mura cadono letteralmente a pezzi. Le infiltrazioni di acqua stanno lentamente e inesorabilmente consumando a poco a poco le volte e stanno ingiallendo le pareti. «Oltre a non essere salutare respirare la muffa che si deposita sulle pareti, bisogna dire che è anche pericoloso». Si staccano pezzi di intonaci in continuazione e alcune aree sono del tutto impraticabili. Ma perché succede tutto questo? «Guardi gli scoli? Da quando siamo in questa struttura non sono mai stati puliti. Sono intasati di detriti e nel terreno che si è depositato all'interno ci sono cresciute le piante». E l'immagine è emblematica. Lungo la parete esterna dell'edificio dell'Annunziata, tra i più importanti di Matera, ci sono lunghe strisce verdi di muffa. Il palazzo ha cambiato colore e il grigio chiaro della pietra tufacea ha perso ogni sua traccia diventando marrone e verde. «L'acqua piovana non avendo possibilità di scendere negli scoli corre lungo le pareti e le ammuffisce. Aria calda e umidità «Qui è come stare in un sasso. In inverno è molto freddo, in estate è molto caldo e umido e per i libri non fa bene». Ma mentre l'aria calda c'è e funziona quella fredda no. Ognuno dei lavoratori della biblioteca ha il suo ventilatore poggiato sulla scrivania, ma per i ragazzi che studiano, la situazione diventa intollerante e la biblioteca nei periodi nei quali dovrebbe essere maggiormente affollata, ovvero quando finisce la scuola, si svuota tristemente. «Abbiamo chiesto una riparazione. Credevamo che potessero servire al massimo 20mila euro, ma invece ci hanno tristemente confermato che occorre rifare l'intero impianto e non ce lo possiamo permettere», spiega Antonella Nota. Mancano 19 dipendenti La pianta organica della biblioteca Stigliani è di 44 dipendenti compresi i dirigenti e il direttore. E invece non ci sono né il direttore, né i dirigenti. Oltre a questo annoso problema ce n'è uno ancora più importante e riguarda l'intero personale. Mancano infatti 19 persone, e entro fine anno ne andranno in pensione altri due. Questo andamento a scartamento ridotto crea enormi disagi sull'organizzazione del lavoro e quindi come prima diretta conseguenza la biblioteca il sabato e la domenica chiude. Dossier e denunce In prima fila in questa battaglia di civiltà e cultura la consigliera provinciale Anna Amenta, che è riuscita in pochi mesi a migliorare di molto lo stato di salute dei locali che si sono via via ripopolati con al delega che ha alla cultura proprio dal consiglio provinciale. Occhio vigile e dossier pronti sono quelli della Cgil, con il segretario generale Eustachio Nicoletti, pronto a dare battaglia a tutela del patrimonio culturale non solo di Matera ma di tutta la Basilicata.