Uno studio parla di 120 realtà attive quest'estate. Si chiama albergo diffuso ed è la nuova forma di ospitalità che potrebbe diventare un'opportunità per molte aree decentrate. Su questo fenomeno è stato presentato recentemente uno studio redatto da Giancarlo Dall'Ara, docente di marketing turistico al Cst di Assisi. Attualmente sono stati certificati circa 60 alberghi diffusi', ha osservato Dall'Ara, ma sappiamo che in tutta Italia almeno 120 realtà, qualificabili come alberghi diffusi, stanno operando in questa stagione estiva'. Per albergo diffuso si intende un esercizio ricettivo a più unità vicine tra loro, con gestione unitaria e caratterizzanti un centro storico. La caratteristica prioritaria è l'offerta di effettivi servizi alberghieri, che vanno dagli spazi comuni alla ristorazione. Con la nascita di una terza generazione di viaggiatori e turisti', ha spiegato Dall'Ara, si sta diffondendo anche il concetto di viaggi e soggiorni going local, ovvero un turismo fatto di autenticità, dove è possibile una vera esperienza sul territorio da scoprire attraverso un dialogo diretto con i residenti, assaporando l'enogastronomia locale e i dettagli folcloristici dell'area'. Un modello gestionale, ma anche un'opportunità di sviluppo di zone dove non si registrano flussi turistici. Secondo il primo studio del fenomeno, attualmente almeno 200 comuni italiani stanno sperimentando l'albergo diffuso (soprattutto in Friuli, Calabria e Molise), e in regioni come Puglia, Calabria, Sicilia, Basilicata e Abruzzo sono state messe a disposizione risorse per finanziare la nascita di queste realtà. Secondo Michele Esposto, coordinatore del patto territoriale del Matese, tra le prime aree italiane a mostrare sensibilità per questa formula, esistono ricadute economiche di grande valenza per quelle comunità che si dotano di strutture alberghiere diffuse: un'esperienza che trova d'accordo forze imprenditoriali sindacati e lo stesso governo, che attraverso il ministero dell'economia sta mostrando interesse per i possibili sviluppi di questa nuova ricettività'. Paolo Di Laura Frattura, presidente di Unioncamere Molise, sottolinea che l'occasione è unica, perché significa un modo nuovo per reinventare l'ospitalità senza stravolgere il territorio: anzi, valorizzandolo con ristrutturazioni di stabili storici che possono diventare alberghi diffusi. È chiaro che il passo successivo deve essere una promozione mirata'. Secondo Dall'Ara, soprattutto fra i tour operator esteri c'è interesse per queste forme di ospitalità.
TURISMO: Cresce in Italia l'albergo diffuso
Un studio ha rilevato che in Italia ci sono almeno 120 realtà attive che potrebbero essere considerate come alberghi diffusi. Questo tipo di albergo diffuso è caratterizzato da un esercizio ricettivo a più unità vicine tra loro, con gestione unitaria e caratterizzanti un centro storico. I realtà attive sono principalmente in aree come Friuli, Calabria e Molise. Secondo un esperto, il modello gestionale è anche un'opportunità di sviluppo di zone dove non si registrano flussi turistici. Alcuni comuni italiani stanno già sperimentando l'albergo diffuso e ci sono risorse disponibili per finanziare la nascita di queste realtà.
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