Tra i relitti e le architetture profanate, i drappi, i vasi e le pagine strappate a libri ingialliti di Haris Epaminonda in mostra da Massimo Minini ieri c'erano Gianni Berengo Gardin e la sua erre moscia: il feticista della Leica, autore bulimico di volumi sulla fotografia (suo il record in Italia) e fotoreporter di una razza ormai quasi estinta (purtroppo), ieri ha varcato la sacra soglia della Tosio Martinengo. Per qualche giorno, il flaneur cercherà l'ispirazione nelle sale tappezzate di velluto, tra i Raffaello e i Perugino: «Darò un mio sguardo alla Pinacoteca, sarà una specie di mia interpretazione. La trovo bellissima, non ci ero mai stato» ha detto Berengo alla vernice di Minini. Sul progetto, in cui sicuramente sarà coinvolta Brescia Musei, è rimasto sibillino: pare ci sia l'intenzione di raccontare la Tosio Martinengo e la sua evoluzione con fotografie d'autore. Il viaggio di Berengo Gardin 89 anni portati con patto diabolico nella collezione del conte Tosio sarà un omaggio alla città: «La fotograferò per qualche giorno. Non la voglio nuda e cruda, ma con la gente dentro». I profani non osino definirlo un intervento poetico o artistico: la sola parola gli fa venire l'orticaria. L'uomo i cui occhi da sessant'anni sono tecnicamente in simbiosi con le sue Leica non pensa che la fotografia sia un'arte: la sua idea, ha sempre detto, è che la macchina racconti la realtà senza virtuosismi o pretese inutili, «e il resto sono balle» (cit). In Pinacoteca, come ha già fatto in altre città (due a caso: Venezia e la sua Genova) cercherà di creare una memoria del presente, con il suo fascino e le sue contraddizioni. L'ultimo superstite dell'immagine etica, neorealista che non ha ceduto alle lusinghe del digitale e al voyeurismo esasperato e photoshoppato di certi colleghi, ritrarrà la Pinacoteca senza finzioni: vista la sua produzione prolifica di volumi, non è escluso che ne faccia uno anche con questi scatti. Altri dettagli sul progetto non ne hanno dati né lui né il suo dioscuro Renato Corsini, che ieri l'ha accompagnato alla galleria di Minini: per ora, basta e avanza sapere che si sta aggirando con la sua Leica a palazzo.