Le regioni: parità di rappresentanti con il governo Sei a sei. È il rapporto tra rappresentanti del governo e delle regioni all'interno del nascente Comitato nazionale del turismo, chiesto ieri all'unanimità dagli assessori regionali riuniti a Roma. Dovrà quindi essere riscritto il decreto istitutivo del 1 luglio, pubblicato in G.U. del 20 luglio. Il rapporto dev'essere paritetico', spiega Enrico Paolini, coordinatore nazionale degli assessori al turismo. Inoltre vogliamo la presenza di un rappresentante dell'Anci e di uno dell'Unione delle province italiane'. In sostanza, nella nuova formulazione proposta dagli assessori al turismo, i membri del comitato sarebbero 20: il ministro delle attività produttive (presidente), il presidente delle regioni, sei ministri, il coordinatore nazionale degli assessori al turismo più cinque rappresentanti delle regioni (invece di quattro), tre rappresentanti della associazioni di categoria, uno di Unioncamere e, in aggiunta, i rappresentanti di Anci e Upi. Ma Paolini chiederà che nel comitato sieda anche un membro espressione del movimento cooperativo. Sui tempi di convocazione del comitato, Paolini osserva che prima bisognerà riscrivere e approvare il decreto e che la prima riunione dovrebbe tenersi entro ottobre. Il nuovo testo, inoltre, secondo gli assessori, dovrà valorizzare, accanto al portale internet Scegli Italia' promosso dal governo, anche quello voluto dalle regioni e quello dell'Unione europea, favorendo la loro integrazione. Nella riunione di ieri è stata approvata anche la ripartizione dei 25 milioni di euro assegnati dal governo ai progetti interregionali. Infine, nella prima metà di ottobre si terrà a Pescara una conferenza straordinaria degli assessori al turismo, alla quale è stato invitato il ministro delle attività produttive Claudio Scajola. In quella occasione contiamo di chiudere l'accordo sul cda dell'Enit', conclude Paolini. Metà dei membri dovrà essere espressione delle regioni e il presidente dovrà essere nominato d'intesa con le stesse regioni'. Di fatto, quindi, ritorna quella maggioranza del consiglio a cui gli assessori hanno sempre puntato con determinazione. Le regioni sono fiduciose perché, sottolinea Paolini, non è possibile un accordo diverso da questo, che non valorizzi l'autonomia regionale: non c'è altro modo, se non uno scontro frontale che blocchi tutto. Del resto, il ministro Scajola ci ha espresso la sua disponibilità e apprezziamo il suo spirito costruttivo'.