De Luca: «Acquistato l'edificio che è accanto al museo» Napoli. «La nostra ambizione sta nella capacità di non offrire solo eventi sullo straordinario passato che ha segnato il nostro territorio, ma di raccontare anche la modernità, partendo dalla stratificazione così presente a Napoli e in Campania». Sarà per questo che Vincenzo De Luca, nel portare il saluto della Regione all'inaugurazione della mostra «Caravaggio Napoli», ha scelto l'occasione per annunciare un'importante novità: l'acquisizione dell'edificio accanto al Museo Madre in via Settembrini, da aggiungere alla struttura iniziale della Fondazione Donnaregina, per raddoppiarne fruibilità espositiva e iniziative. Un palazzo che dovrebbe essere collegato anche dall'interno, rendendo quindi più funzionale l'espansione dello spazio riservato a mostre, collezioni e ai sempre più numerosi eventi performativi, che contraddistinguono l'attuale corso del Museo. Che, fra l'altro, accoglierà in via permanente anche l'opera «Simposio sull'amore 2019» di Anita Sieff, vincitrice della V edizione dell'Italian Council, il programma del Mibac per l'arte contemporanea. Il progetto, proposto dalla Fondazione Volume! di Roma, in collaborazione con la Fondazione Donnaregina e l'Istituto italiano di cultura a Mosca, prende spunto dal «Simposio» di Platone, con l'artista che inviterà sei filosofi a conversare sulla natura dell'Eros. Tornando alla nuova acquisizione di spazi del Madre sarà un altro sforzo economico della Regione. «Che prosegue De Luca si aggiunge ai tanti investimenti in questo settore per ridare a Napoli il suo statuto di capitale della cultura internazionale, che però va alimentato con l'organizzazione e la promozione di eventi di grande respiro, come è stata ad esempio la mostra di Mappelthorpe, sperando che non abbiano a ripetersi situazioni assurde come la coincidenza dell'inaugurazione del ciclo dedicato a Canova e i cavalli bianchi delle carrozze dei neomelodici in piazza Plebiscito, che sul piano mediatico hanno finito col mettere in secondo piano la bellezza e l'importanza dell'esposizione sul maestro dell'arte neoclassica». Una Napoli, quindi, che deve caratterizzarsi sempre più per i suoi scambi con il resto d'Italia, l'Europa e il mondo. «Ce lo insegna la lezione di Caravaggio continua il presidente che grazie ai suoi brevi ma intensi soggiorni napoletani creò qui le condizioni di una scuola, che avrebbe portato poi il suo nome in giro per l'Europa. Abbiamo già ospitato a Napoli Leonardo, Picasso, Van Gogh, e in autunno avremo una mostra su uno delle archistar internazionali più note al mondo come lo spagnolo Santiago Calatrava con i suoi disegni ispirati a scene sacre di grandi artisti del passato fra cui Caravaggio, ma anche una serie di propri oggetti realizzati in porcellana di Capodimonte». Infine un risarcimento, come lo ha definito lo stesso De Luca. «Il 13 e 14 luglio, in occasione della chiusura della mostra su Caravaggio, sul belvedere del parco della Reggia di Capodimonte, ci sarà un grande concerto di Roberto De Simone, figlio tradito di questa città, che presenterà un repertorio mozartiano mai eseguito, riarrangiato per l'occasione con cento musicisti e altrettanti coristi». «Sarà un evento gli fa eco il sovrintendente Sylvain Bellenger che ripristinerà fra l'altro la manifestazione del "Luglio musicale", voluto dall'allora sovrintendente Raffaello Causa». «Caravaggio, Napoli, Capodimonte e Pio Monte ha poi aggiunto l'assessore comunale Nino Daniele saranno i componenti di un quadrilatero immaginario che aiuterà la città a confermare il suo primato per offerta culturale italiana, come rivelatori nazionali hanno già evidenziato in un recente passato». Infine il governatore del Pio Monte della Misericordia, Alessandro Pasca di Magliano. «Non immaginavamo che la collaborazione con Capodimonte in occasione di questa mostra, avrebbe vissuto un percorso così travagliato, legato allo spostamento delle "Sette opere". Ma alla fine siamo felici di aver trovato in un'idea itinerante fra il museo e la nostra Capella, che evidenzia l'importanza di costruire reti e sinergie fra i luoghi della cultura napoletani».