Napoli. Nuova selezione del Mibac per gli aspiranti direttori del parco archeologico di Pompei e per la Reggia di Caserta. Per gli Scavi è stato «tagliato» a sorpresa il nome di uno dei favoriti, Mario Pagano studioso pompeiano e saggista. A questo punto l'ex soprintendente Massimo Osanna, ancora in lizza, diventa il favorito. Ieri il sito web del Mibac ha pubblicato le due terne dalle quali usciranno i direttori. Per il sito vanvitelliano sono stati selezionati dalla commissione Mario Epifani, Tiziana Maffei e Francesco Palumbo; per il Parco Archeologico di Pompei Maria Grazia Filetici, Maria Paola Guidobaldi, Massimo Osanna. La scelta ora spetta al ministro Alberto Bonisoli. Quattro nomi su sei sono «organici» al Mibac nel senso che o fanno parte del ministero o vi gravitano molto da vicino. Gli altri due, Osanna e Guidobaldi sono super esperti e super tecnici. Dell'ex soprintendente degli Scavi sappiamo tutto. Maria Paola Guidobaldi è dal 2000 direttrice degli Scavi di Ercolano nell'ambito della Soprintendenza Speciale di Napoli e Pompei. È responsabile del programma di ricerca, conservazione e valorizzazione definito «Herculaneum Conservation Project», finanziato dal Packard Humanities Institute e attuato dalla British School at Rome e dalla Soprintendenza. È a questo punto la concorrente più pericolosa per Osanna. Intanto sul fronte degli Incurabili il governatore Vincenzo De Luca ha annunciato che «la Regione farà la sua parte e ne sosterrà il recupero ma per la verità aveva già proposto da un anno a un Ministero della Sanità che è totalmente distratto un piano per l'edilizia ospedaliera di un miliardo e 80 milioni di euro presentato a Roma il 24 aprile dello scorso anno. Quel piano prevedeva un investimento di 17 milioni di euro per il consolidamento strutturale degli Incurabili. Ma il ministero della Salute a Roma dorme e pensa solo a fare aggressioni politiche del tutto improvvide». «Noi - ha ribadito De Luca - sosterremo gli Incurabili, tenendo conto che ci sono anche altre risorse non utilizzate negli anni passati relative al grande progetto Centro storico di Napoli. Faremo anche in questo caso il massimo dello sforzo per salvaguardare un patrimonio storico, artistico e architettonico, ma anche per garantire nel centro storico un presidio ospedaliero».