«Re-M» come «Return Mantegna». Il dipinto ritrovato, la «Resurrezione di Cristo» attribuito un anno fa ad Andrea Mantegna, grazie alla riscoperta del conservatore Giovanni Valagussa, ritorna alla Carrara, che gli dedica la mostra «Re-M Mantegna», dal 25 aprile al 21 luglio. Con l'esposizione riaprono anche la Barchessa di destra, restituita alla città grazie alla Vitali spa, che ha donato la ristrutturazione, e il bookshop. «Ci sono voluti 4 anni e mezzo, il tempo necessario per interventi di questo tipo su beni artistici di elevato spessore», dice Cristian Vitali, ad dell'azienda, soddisfatto per la restituzione degli spazi, dedicati al padre Emilio. «La maggiore criticità è stata unire le tecnologie alla conservazione degli ambienti», spiega Simone Recchia, responsabile del cantiere della Barchessa, consegnato un anno e mezzo fa e partito lo scorso settembre. A questo si aggiunge «il rifacimento dei solai del pianoterra, non previsti», prosegue Vitali. L'investimento di 1,2 milioni di euro da parte dell'azienda di Cisano Bergamasco ha reso fruibile l'ala di destra della pinacoteca in una veste rinnovata e dall'alta tecnologia, per i sistemi di mantenimento della temperatura, dell'umidità e illuminotecnici. A pianterreno la sala d'accoglienza, con «soffitto affrescato da Enrico Scuri, raffigurante l'allegoria della Gloria e della Fama», spiega Valagussa. Seguono due stanze, che saranno adibite a uffici della Fondazione Accademia Carrara e un piccolo locale per l'acclimatamento delle opere in prestito, in arrivo e in partenza. Al primo piano si accede da una scala, «realizzata durante i lavori di recupero e dotata di una barriera di vetro con incise le citazioni del fregio della cancellata della pinacoteca spiega Attilio Gobi, curatore del progetto architettonico . Salendo, attirerà l'attenzione la cornice dorata del soffitto, illuminata e omaggio al pregio del palazzo». Al primo piano, la sala polivalente, pensata per mostre temporanee, convegni, proiezioni cinematografiche e anche cene, con lucernari originali, da sostituire. «Questo spazio ci voleva dice Maria Cristina Rodeschini, direttrice della Carrara . Quando si lavora in un museo si sente la necessità di avere un luogo per dei progetti, ora impossibili o realizzabili compromettendo il percorso museale permanente. Questo recupero è vita, aria nuova». Ringraziando il mecenatismo dell'azienda di Cisano Bergamasco, il sindaco Giorgio Gori dichiara: «La Barchessa era attesa. I lavori sono conclusi. Benché ci siano delle finiture da perfezionare, è un'opportunità in più. Guadagniamo uno spazio per piccole esposizioni. La prima sarà dedicata al dipinto di Mantegna, di rientro da Londra e Berlino. Speriamo arrivino diversi visitatori, anche dall'estero». Se svanisce il «Re-M» come «Reunion Mantegna», tra la Resurrezione e la Discesa al Limbo, si concretizza come «Resurrezione». Con la mostra, «si entrerà nell'opera e osserveranno i dettagli come li vide la restauratrice Delfina Fagnani», spiega l'assessore alla Cultura Nadia Ghisalberti. L'esposizione sarà un viaggio multimediale, un gioco di luci, colori, arte e poesia. Grazie ai 12 videoproiettori dati da Epson e alla ricerca di Museyoum «lo spazio al primo piano della Barchessa sarà immersivo, con proiezioni su pareti, soffitto e pavimento», spiega Valagussa, illustrando il percorso espositivo sperimentale curato da lui e Antonio Mazzotta. La mostra partirà dalla Barchessa per proseguire nelle prime quattro sale dell'Accademia, dove «saranno rilette alcune opere della pinacoteca alla luce di Mantegna, ci sarà un focus su Giovanni Bellini e uno su Guglielmo Lochis, dalla cui collezione arriva la Resurrezione, mentre nelle sale 7, 8 e 9 si darà spazio alla tavola del Mantegna, per restituire al pubblico le emozioni della riscoperta».