Rompendo una tregua che durava da qualche anno i ladri sono tornati in azione a Pompei. Una devastante incursione che ha preso di mira la Casa dei casti amanti, un grosso complesso riaffiorato da una campagna di scavi inziata negli anni '80 e ancora in corso, che ingloba una villa con giardino, recentemente ricostruito, e una domus vicina e che prende il nome da una delle scene affrescate nel triclinio centrale: le sagome di due giovani sposi che si scambiano un timido bacio. Il bottino del saccheggio, avvenuto nella notte tra venerdì e sabato scorso e reso noto soltanto ieri, è pesante. Gli autori del colpo hanno trafugato due blocchi d'intonaco affrescato, che decoravano uno dei cubicoli della villa, contrassegnato dagli archeologi con il numero 16. Due dei tanti riquadri figurativi incastonati tra le campiture architettoniche che caratterizzano la pittura pompeiana. Il primo frammento alto 43 centimetri e largo 47 mostra un gallo dai colori sgargianti che posa impettito in un frutteto, beccando un melograno. Il secondo è un riquadro a fondo bianco su cui si stagliava l'immagine di un amorino. Per impossessarsene i ladri hanno staccato la superficie pittorica a picconate, danneggiando il resto dell'affresco. Sfregi ancora più gravi sono stati inferti ad altri due riquadri sulla parete di fronte, che poi hanno rinunciato ad asportare: un amorino e una scena marina con pesci e murene che si sono parzialmente sbriciolati sotto i colpi. Metodi così rozzi accreditano l'ipotesi di un'azione compiuta o affidata a una banda di balordi qualunque. Non un furto su commissione dunque. Ci si sarebbe limitati a portar via due icone a casaccio, facili comunque da smerciare sul mercato clandestino per cifre che possono fruttare, se si trova l'acquirente giusto, varie decine di milioni. Nessuno si è accorto di niente. E gli allarmi perimetrali, una rete di tv a circuito chiuso, che dovrebbero proteggere l'area di Pompei, non sono scattati. Probabilmente erano stati disinseriti o non funzionavano: un anno fa il sistema di vigilanza appena attivato fu sabotato da un incendio doloso che distrusse la cabina con i monitor. Sarà uno dei punti su cui un'indagine interna, immediatamente avviata dal direttore amministrativo dell'area il generale Giovanni Lombardi, dovrà fare chiarezza. Neutralizzati gli antifurto penetrare nella Casa degli amanti è stato piuttosto semplice. La domus che si affaccia su via dell'Abbondanza, poco dopo la Casina dell'Aquila, confina sul lato opposto con una vasta area di campagna, sotto la quale sono ancora sepolti decine di edifici della regione Decima. Un deserto di campi e macerie affioranti protetto solo da una recinzione di bandone. I ladri sono quasi certamente passati da lì. Anche se non si esclude che possano essersi mescolati al pubblico della visite notturne, che erano riprese proprio la sera del colpo. Quasi sicuramente si sono avvalsi delle indicazioni di un complice interno. La Casa, che altri testi ribattezzano come domus dei pittori, perche gli affrescatori erano ancora al lavoro quando il 24 agosto del 79 dc si scatenò l'inferno e hanno lasciato sul posto pennelli e bacinelle di colori, è un cantiere laboratorio, escluso dai tour turistici, dove solo pochi studiosi possono entrare. Solo un basista avrebbe dunque potuto istradarli. Un sospetto che sembra aleggiare nelle prime dichiarazioni di sconcerto del soprintendente Piero Guzzo.
Furto alla casa dei Casti amanti, a Pompei ora è caccia al basista
I ladri hanno saccheggiato la Casa dei casti amanti a Pompei, un complesso di edifici riaffiorato da una campagna di scavi. Sono stati trafugati due blocchi d'intonaco affrescato, che decoravano uno dei cubicoli della villa, contrassegnato dagli archeologi con il numero 16. Il bottino è pesante e include due riquadri figurativi incastonati tra le campiture architettoniche che caratterizzano la pittura pompeiana. I ladri hanno staccato la superficie pittorica a picconate, danneggiando il resto dell'affresco. La scena del crimine è stata descritta come "piuttosto semplice" e i ladri sembrano aver utilizzato indicazioni di un complice interno.
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