VENEZIA. Via la pittura coprente dalle decorazioni, avanti le vetrate a piombo e gli storici lampadari di Murano, riassemblati, puliti e ricollocati. Nell'androne gli stucchi hanno recuperato i loro dettagli originali, così come gli affreschi del Settecento nella sala del Tiepolo. Ed è solo la parte visibile ad occhio nudo, Ca' Bottacin da oggi ha anche elementi d'acciaio nella sua struttura portante, si è energicamente rinnovata eliminando il riscaldamento a gas, ha triplicato la sua resistenza sismica, è finalmente accessibile ai disabili in tutti i suoi piani e ha messo a norma il suo impianto fognario. Ha recuperato poi una corte interna, con colonne antiche (rimesse in sicurezza). E per rendere i veneziani partecipi della risurrezione del giardino Ca' Foscari ha lanciato un crowdfunding: 300 gli euro raccolti finora, seimila quelli necessari. Al resto del palazzo aristocratico da duemila metri quadri ci ha pensato l'ateneo, proprietario dell'immobile, che l'ha rimesso a nuovo in due anni con un investimento di 3 milioni. Ora ospita l'eccellenza della ricerca internazionale. «Normalmente in Italia, per un intervento del genere, sono necessari circa sei anni, ci abbiamo impiegato meno della metà» dice l'ingegnere Tiziano Pompele, dirigente cafoscarino dell'area servizi immobiliari. Tanto che ieri nella sede del Quattrocento si sono già insediati i centri di ricerca internazionale di Ca' Foscari (l'international center for humanities and social change, lo European centre for living technology, l'Istituto Confucio) e gli uffici di Science gallery Venice, del Development office e dell'associazione Alumni. Ca' Bottacin ora ospita cento lavoratori. Tra questi, 40 sono i ricercatori. «Abbiamo immaginato che una sede così preziosa meritasse una valorizzazione particolare spiega il rettore Michele Bugliesi siamo felici di restituire alla città uno spazio per la ricerca internazionale. La migliore scelta che potessimo fare». La ricerca di Ca' Foscari è solo l'ultima tappa di palazzo Corner della Frescada Loredan (oggi Ca' Bottacin). È passato dai Dalla Frescada, proprietari nel 1400, ai Corner, al doge Pietro Loredan, ai Foscarini fino alle sorelle Bottacin. Ca' Foscari lo compra nel 1971 e ne fa sede del Dipartimento di scienze giuridiche, fino all'estate del 2015. Nel 2016 partono i lavori, con una prima tranche di 900 mila euro per il rifacimento della copertura. La scorsa il complesso recupero interno da 2,2 milioni. «I nuovi elementi di acciaio nelle strutture portanti dice io l'architetto che ne ha diretto i lavori, Jacopo Fusaro hanno comportato la demolizione e la ricostruzione di parte del terrazzo veneziano. Anche questo un lavoro eseguito in tempi record».