L'architetto Castellani, braccio destro di Rogers: sempre valido il progetto dell'83 ripescato da Nardella «Dateci un anno secco, e vi trasformiamo San Niccolò: la pescaia, il greto, il verde, gli argini. Iniziamo a costruire il sentiero, la passeggiata, e mettiamo in collegamento le due sponde con un ponte a scomparsa. Tutto in perfetta sintonia con il contesto, a bassissimo impatto, mantenendo il più possibile l'ambiente esistente». È la promessa di Roberto Castellani, architetto che da Firenze lavora per lo studio Rogers di Londra. «Dateci quattro anni insiste e sarà pronto tutto il parco lineare di nove chilometri fino all'Indiano». L'idea lanciata o meglio rilanciata dal sindaco (e candidato per un secondo mandato) Dario Nardella durante il forum di sabato scorso al Corriere Fiorentino ha un'origine molto ravvicinata nel tempo: lo scorso ottobre. Richard Rogers, l'archistar inglese nato a (e innamorato di) Firenze 86 anni fa ha più volte espresso ai suoi collaboratori fiorentini la necessità di «lasciare qualcosa nella città che mi ha visto nascere» e per la quale, dopo la conclusione del centro che porta il suo nome a Scandicci, non ha più potuto fare niente. Per questo ha pensato di «riproporre un progetto che realizzammo nel 1983 racconta Castellani e che nel 1989 diventò esecutivo, prima di sparire in qualche cassetto per motivazioni a noi ancora sconosciute». L'allora sindaco Elio Gabbuggiani e l'assessore Ottaviano Colzi scelsero Rogers e il collega Claudio Cantella per dare una nuova vita all'Arno; l'archistar inglese ci ha ripensato molto in questi anni, ha voluto incontrare il sindaco Nardella e ha trovato in lui una sponda entusiasta: «Facciamo il sentiero-parco lungo l'Arno ad altezza dell'acqua che dalla pescaia di San Niccolò arriva all'Indiano in un'unica passeggiata che risalga all'altezza della strada solo all'altezza di Ponte Vecchio». Con due ponti «a scomparsa»: uno tra l'attuale spiaggetta e la zona verde dove d'estate sorge Il Fiorino sull'Arno, all'altezza di lungarno Pecori Giraldi e uno tra piazza Cestello e Ognissanti, lungo la pescaia di Santa Rosa. Due soci di Rogers saranno a Firenze nella settimana dopo Pasqua per incontrare Nardella e i tecnici del Comune e iniziare a rivedere il progetto «che comunque sarà cambiato per meno del 10 per cento, mentre per il restante 90 rimarrà esattamente uguale a quello originale del 1983-89» sottolinea Castellani. Richard Rogers non ci sarà tra due settimane «perché impegnato in Centro America». Ma sta progettando il suo ritorno appositamente per mettere il sigillo finale a questa impresa «a cui tiene personalmente in modo assoluto». «Il progetto ha 36 anni di vita e oggi non sarebbe più fattibile perché nel frattempo è cambiato il mondo? Sì, è vero, è tutto cambiato spiega Castellani ma in meglio: quando fu ideato non esisteva il lago di Bilancino né i bacini di decantazione in Valdarno, non c'era la spiaggetta attuale e nemmeno tutte le migliorie che sono state portate avanti negli anni: sarà più facile di allora completarlo, perché il fiume è molto più in sicurezza». Tra le stime fatte ore e confrontate a quelle degli anni Ottanta c'è un dato che rende i progettisti ottimisti: «Le piene sono minori numericamente e più controllabili, prevedibili». Mentre negli anni Ottanta i giorni «buoni» erano calcolati in circa 300 l'anno, ora sono «molti di più». Richard Rogers ha un riferimento chiaro in testa: «Vuole rivedere l'Arno com'era prima del 1966 e dell'Alluvione, soprattutto nel rapporto che i cittadini hanno avuto e possono tornare ad avere con il loro fiume». Vuole trasformarlo in uno «spazio di aggregazione» puntellato di punti di sosta per «una visione nuova della città e sulla città». Punti che saranno dislocati alla spiaggetta sotto piazza Poggi, ai Canottieri, al Torrino di Santa Rosa, alle Cascine. «Ci occorrono 4 anni per fare tutti e 9 i chilometri di percorso pedonale e partiremmo da San Niccolò dove entro un anno avremmo già concluso il primo lotto». Essendo passato molto tempo, prudentemente Nardella ha chiesto a Rogers «un upgrade» del vecchio progetto, per adeguarlo alle nuove esigenze. Ma c'è poco da «aggiornare», conferma Castellani: «Soprattutto sul versante burocratico e regolamentare, perché su quello fattuale rimane quasi tutto invariato». L'unico argomento di cui ancora sostiene l'architetto non hanno parlato è quello economico. «Non sappiamo ancora quanto possa costare l'intero progetto, è presto per tentare di azzardare delle cifre».
Corriere della Sera
10 Aprile 2019
Firenze. In 12 mesi il ponte a scomparsa e in 4 anni tutto il parco sull'Arno
ED
Edoardo Semmola
Corriere della Sera
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo
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