Il soprintendente Pessina: ripulire le pietre sarà abbastanza semplice Non solo i carabinieri e tutto il rione. Anche le Belle Arti di Firenze vogliono capire cosa sia accaduto. Per questo motivo, ieri mattina, il soprintendente Andrea Pessina ha anticipato che, nelle prossime ore, «presenteremo ai carabinieri del Nucleo per la tutela del patrimonio culturale di Palazzo Pitti, una denuncia contro ignoti per i danni causati dall'incendio sul muro laterale della chiesa di San Felice in Piazza». Pessina, non appena informato dell'accaduto ha inviato un funzionario in via Mazzetta per un sopralluogo e per verificare quali problemi, anche strutturali, potrebbero aver creato le fiamme sull'edificio progettato dal Michelozzo. «Non appena sarà possibile, e non appena avremo parlato col parroco, entreremo anche all'interno della chiesa, ma da una prima ricognizione abbiamo verificato che non ci sono danni al tetto», aggiunge Pessina che, dopo aver letto la relazione del suo ispettore, assicura che «l'intervento di ripulitura sarà abbastanza semplice perché le pietre non bruciano, lì più che altro è fuliggine. Più difficile, invece, sarà arrivare fin su il solaio. Ci sarà bisogno di una gru con cestello». Ma chi dovrà occuparsi della ripulitura del muro, e del restauro della porta laterale e della balaustra? «Noi no spiega il soprintendente anche perché non abbiamo fondi. La chiesa non rientra nel Fec, il Fondo edifici di culto del ministero degli Interni, ma è di proprietà della diocesi di Firenze, dunque sarà quest'ultima a doversene far carico. Noi abbiamo solo un compito di tutela e vigilanza, e non abbiamo l'onere della manutenzione».