Una fila di rottami di motorini deformi. I segni neri del rogo sulla parete laterale della chiesa di San Felice in Piazza salgono fino al tetto. La porta settecentesca ridotta a un tizzone. Sono le 8.30, la scuola di San Pier Martire ha appena chiuso il portone. I bambini sono in classe. Le mamme chiedono alle suore se va tutto bene. Se si sono prese paura. Se don Gianfranco Rolfi sta bene. Se hanno sentito qualcosa. Suor Antonina racconta al capannello di persone di essere stata svegliata dai vigili del fuoco alle due del mattino. Di soprassalto. È ancora turbata. Ferma il racconto più volte. Fuori in via Mazzetta sembra ci sia tutto il rione a scattare foto, a chiedere se qualcuno ha visto. A cercare di dare una spiegazione a quelle fiamme. Tutti fanno ipotesi: autocombustione; la follia di un piromane; qualcuno esasperato dal quotidiano terno al lotto del parcheggio del residente «e che allora si è fatto giustizia»; un ubriaco uscito dal club che nei mesi passati ha causato tanti problemi notturni agli abitanti (ma che l'altra notte era chiuso ed ha subito anche lui danni). Non si è parlato d'altro per tutta la mattina in Oltrarno. Di quei 15 motorini (e un'auto) andati a fuoco. «Scoppiavano uno dietro l'altro, sembravano bombe» dice Annachiara, una delle prime a chiamare i vigili del fuoco. Le esplosioni dei serbatoi hanno crepato perfino i vetri antiproiettile della Galleria Marletta: «Se non avessero tenuto la mia attività sarebbe andata distrutta», si sfoga Alessandro, il titolare. Una volta domato l'incendio, i vigili del fuoco hanno fatto un controllo al convento di San Pier Martire: si temeva che il calore potesse aver compromesso sia il tetto in legno che l'interno della chiesa. «Per fortuna l'incendio non ha danneggiato nulla racconta Suo Maria Assunta Ma i vigili ci hanno chiesto di non far entrare fedeli e turisti per scongiurare i rischi di un'intossicazione». La parrocchia di San Felice è rimasta chiusa (dovrebbe riaprire questa mattina) tutto il giorno, troppo forte l'odore acre di plastica bruciata e benzina. Portone aperto ma un nastro bianco e rosso a sbarrare l'ingresso e suor Genet seduta su una sedia a controllare: «Bisogna pregare, quello che hanno fatto a noi e ai residenti è grave». Carabinieri e vigili urbani hanno effettuato una battuta a largo raggio intorno alle piazze di San Felice, Santo Spirito e Pitti, ma fino a sera nessuna traccia dei piromani. Gli investigatori stanno però lavorando sulle telecamere di videosorveglianza, sia quelle del Comune che quelle private: potrebbero aver ripreso il piromane mentre arrivava o si allontanava da via Mazzetta. Se di piromane si tratta. Ancora ieri sera residenti ad osservare la parete della chiesa annerita. Una signora scuote la testa: «Potevano far crollare il tetto della chiesa. Le fiamme alte, il fumo nero. Ci siamo dovuti chiudere in casa col fiato sospeso per la nostra chiesa e il nostro rione».