Ha preso i contorni di una spy story la querelle sul prestito dell'Uomo Vitruviano di Leonardo al Museo del Louvre. Solamente ieri, il quotidiano francese Le Figaro tornava a scrivere che «in via eccezionale» il disegno sarà esposto a Parigi in occasione della grande mostra dedicata al genio italiano nel cinquecentenario dalla morte. La questione sarebbe tutt'altro che chiusa a sentire il Mibac, che ripete come un mantra che «non c'è ancora una risposta ufficiale e solo nei prossimi giorni sarà resa nota la decisione del Ministro Bonisoli». Com'è noto, il celebre disegno è al centro di una controversia che dura da settimane, a colpi di mail private del segretario generale del Mibac Giovanni Panebianco, rese note a sua insaputa, e indagini in corso per scoprire chi ha fatto trapelare la missiva, tra perizie lagunari che negano il prestito e controperizie fiorentine che non lo escludono. Una sceneggiatura degna di Ian Fleming, se non fosse che al centro della vicenda c'è l'inestimabile opera custodita alle Gallerie dell'Accademia di Venezia. «Particolarmente sensibile anche ai minimi cambiamenti», come si legge nella relazione firmata da Loretta Salvador, funzionario restauratore conservatore delle Gallerie, «fragile e delicato» anche per il rapporto di Marco Ciacci, soprintendente dell'Opificio delle Pietre Dure, il disegno pare diventato ostaggio della politica. Non è un segreto che al Quirinale stia particolarmente a cuore il bisogno di ricucire i rapporti tra Italia e Francia e sarebbe giunto l'apprezzamento al ministro grillino Bonisoli per essere stato il primo a voler riallacciare i rapporti con il governo francese, rapporti che da allora sarebbero sensibilmente migliorati. Ça va sans dire che la riconciliazione sarebbe facilitata dal prestito della famosa opera che il Louvre chiede da molto tempo, ma per l'Italia il prezzo da pagare sarebbe altissimo. Come si legge nella perizia di Ciacci, l'esposizione a Parigi - che si somma alla mostra che le Gallerie inaugurano il prossimo 17 aprile - richiederebbe un conseguente riposo al buio che impedirebbe al museo lagunare «di esporre l'Uomo Vitruviano per i prossimi dieci anni». Un sacrificio troppo elevato per la sottosegretario al Mibac Lucia Borgonzoni. La senatrice leghista ha più volte rilevato l'inopportunità del prestito, sia dal punto di vista tecnico che politico, e nell'equilibrio dei delicati rapporti tra gli alleati di governo, il suo parere incide sulla scelta finale. Nel regno della fantapolitica si parla addirittura di equilibri che vedrebbero la riforma del Mibac, cui sta lavorando il ministro dei 5 Stelle, navigare in acque tranquille in caso l'opera del genio italiano continui a rimanere dentro i patrî confini. Tutto questo mentre la Cisl FP lagunare si dice «molto preoccupata per l'indagine in corso, anche perché ci sarebbero altri motivi d'ispezione da noi segnalati e denunciati alla Corte dei Conti», riferendosi alla denuncia riguardante il debito del Polo Museale del Veneto.
Corriere della Sera
10 Aprile 2019
L'Uomo Vitruviano per ricucire con la Francia
FI
Fiorella Girardo
Corriere della Sera
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo
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