Lite tra Comune e Regione sulle responsabilità Il sindaco: politica sanitaria disastrosa per la città Bonavitacola: sottoservizi e controlli di sua competenza Stamane il sit-in dei comitati Napoli. I vasi maiolicati della storica farmacia degli Incurabili non lasceranno il complesso dell'ospedale monumentale e verranno trasferiti nell'ala C. Un'area totalmente sicura in cui «saranno valorizzati in una sede temporanea di grande valore storico». Insomma continueranno a rimanere in mostra e non chiusi in un deposito. Era ciò che chiedeva Gennaro Rispoli, direttore del Museo delle Arti sanitarie, ed è ciò che hanno approvato ieri mattina durante una riunione Ciro Verdoliva, commissario straordinario della Asl Napoli 1, e il soprintendente Luciano Garella. Alla decisione si è arrivati considerando «i rischi per la conservazione nei luoghi in ragione del grave dissesto in atto». Garella ha condiviso l'idea di «non allontanare i beni artistici dalla matrice architettonica dei luoghi, che rappresentano l'unicum straordinario che racconta la storia della carità, della beneficenza e la cultura e la storia sanitaria e pertanto sociale della città di Napoli». Domani Garella effettuerà un nuovo sopralluogo nella farmacia per valutare le operazioni di trasferimento. Che riguarderanno anche i tanti quadri salvati nei secoli dagli Incurabili e provenienti dalle chiese a rischio furto. Un patrimonio artistico immenso e unico al mondo che in qualche modo si è auto-conservato grazie all'impegno dei volontari che hanno creato il museo delle Arti sanitarie. Ma cosa accadrà ora della Farmacia? Anche le scaffalature settecentesche e gli stucchi che sulle pareti laterali raffigurano due uteri, quello di una fanciulla e di una donna che ha partorito, sono preziosi. «La speranza - spiega Rispoli - è che si puntelli al più presto. Il legno è antico e non si può smontare. Però vorrei sottolineare che tutte le opere d'arte degli Incurabili saranno fruibili. I vasi verranno messi in mostra in un ambiente e con un allestimento adeguato, così le altre opere d'arte. La speranza è che la Farmacia torni presto visitabile». Domani incontrerà i direttori dei musei? «Sì, stiamo creando una rete per sostenere gli interventi economici a sostegno del patrimonio artistico. Il Mann e Capodimonte ci daranno una mano con una giornata dedicata agli Incurabili, si sta studiando in che modo fare. Ma anche tante altre associazioni, compreso l'Ordine dei Farmacisti. Ci rimbocchiamo le maniche e andremo avanti». Il paradosso di questi ultimi mesi è che la situazione agli Incurabili, come mai nella storia dell'ospedale, era monitorata e sotto la piena attenzioni di tutti. Eppure c'è stato il crollo. Questo perché ancora non si è capito quale sia la causa. Di certo è che sotto il complesso ci sono grandi cavità tufacee e addirittura la leggendaria «piscina dei cadaveri», dove venivano gettati i morti della città fino alla costruzione del cimitero delle 366 fosse (1762) perché il «fetore» che proveniva da Caponapoli era insopportabile. Gli incurabili sono di proprietà dell'Asl, la Soprintendenza vigila sulla parte monumentale e artistica ma hanno anche la tutela dell'Unesco che dovrebbe essere assicurata da un'apposita commissione del Comune, istituita nel 2013. Situazione complessa che ha dato il via allo scaricabarile sulle responsabilità. Il primo ad attaccare è stato il sindaco de Magistris: «Sono molto preoccupato e arrabbiato, perché la politica di impoverimento della sanità pubblica nel centro storico di Napoli messa in campo dalla Regione Campania negli ultimi anni sta producendo effetti catastrofici non solo sul diritto alla salute dei cittadini, ma anche sul patrimonio artistico, monumentale e culturale come la Farmacia degli Incurabili che è un gioiello della nostra città. Serve una mobilitazione civile, culturale, politica e istituzionale per difendere i nostri tesori e contrastare una politica sanitaria completamente fallimentare. Hanno ottenuto poteri speciali, commissariamenti e denari e stanno distruggendo giorno dopo giorno i presidi di salute pubblica della nostra città». Contemporaneamente il governatore de Luca tuonava su Radio Crc: «Qui a Napoli qualche farabutto ha lo stomaco di fare sciacallaggio anche su edifici del '500. Tra poco lo faranno anche su edifici preistorici». Nel mirino soprattutto il Movimento 5 Stelle, che «da mesi ha scatenato una campagna di aggressione sul tema della sanità tendente a screditare Napoli e la Campania. Nel nostro piano per l'edilizia sanitaria - ha aggiunto De Luca - abbiamo destinato 17 milioni agli Incurabili. Non bastano ma, intanto, il governo non fa assolutamente niente e non approva quel piano che è stato portato a Roma un anno fa». A de Magistris risponde in serata Fulvio Bonavitacola, vicepresidente della Regione: «Il farneticante scaricabarile del sindaco di Napoli sulla vicenda dell'Ospedale Incurabili lascia davvero sconcertati». E poi attacca: «È noto il clamore che ha accompagnato lo sgombero per ragioni di sicurezza dell'Ospedale più antico di Napoli. Gli accertamenti in corso chiariranno se le cause dei cedimenti riguardano la recente rimozione di un muro nel garage sottostante la cappella oppure criticità conseguenti ad infiltrazioni di acque non correttamente regimentate. Entrambe le ipotesi, vigilanza edilizia e regime delle acque meteoriche, chiamano in causa esclusive competenze comunali. Stando alle leggi vigenti. Stando alle leggi di de Magistris la colpa, a prescindere, è della Regione». E i cittadini? Si mobilitano per un sit-in davanti all'ospedale. Chiama tutti a raccolta «Identità insorgenti» assieme al Comitato Portosalvo. L'appuntamento è per stamattina dalle 10 alle 13.