L'inchiesta sulla crescita zero della cultura in città con dati e raffronti con gli anni precedenti pubblicata lunedì sul Corriere Torino ha aperto il dibattito. Ieri l'assessora regionale Antonella Parigi con una lettera inviata al nostro giornale ha espresso il suo punto di vista: critiche al Comune per la gestione delle politiche culturali, l'organizzazione, la scelta dei modelli di riferimento e delle persone chiamate ad applicarli. Una dura presa di posizione che ha analizzato diversi aspetti della vita culturale cittadina: «Torino aveva un posizionamento culturale legato alla sperimentazione, alla capacità di produrre nuovi contenuti anche mirati ad un pubblico giovane. Più Berlino che Parigi per capirci ha scritto ieri Antonella Parili oggi si pensa ad un capodanno per famiglie. Senza contare che oggi non abbiamo nessun luogo in cui ballare. Sono scelte legittime, ma cambiano il posizionamento della città, ovvero i motivi per cui le persone vengono a Torino». E poi ha puntato l'indice sulla gestione: «Le istituzioni sono fatte di donne e di uomini che le dirigono: in molti casi abbiamo rinunciato all'eccellenza, e anche questo vuole dire». Infine una stoccata sulla Reggia di Venaria: «Il calo dei visitatori è dovuto in gran parte alla chiusura del villaggio di Babbo Natale, Ma certo bene non ha fatto il lungo dissidio tra Direttore e CdA. In ogni caso è evidente che di questo cambiamento nel posizionamento di Torino risentono i musei più legati al turismo, e Venaria è tra questi». Oggi la replica dell'assessora comunale alla cultura, Francesca Leon.