Dal 25 al 28 aprile ottanta luoghi e giardini accessibili a Roma e in altri centri del Lazio Giardini segreti, palazzi meravigliosi ma privati, ricchi di capolavori difficili da ammirare, si offriranno per quattro giorni agli occhi del mondo, con l'apertura straordinaria delle «Dimore Storiche» del Lazio, dal 25 al 28 aprile. L'annuncio ieri in un convento quasi nascosto di Trastevere, quello di Santa Francesca Romana con il suo fascinoso chiostro e la chiesetta dedicata a Santa Maria in Cappella dove è conservata una croce del Borromini. Un luogo anche questo quasi invisibile, e che sarà tra quelli aperti al pubblico, insieme ad altri 80 della regione, grazie a un progetto basato sulla «bellezza e sul benessere, sulla crescita e sul lavoro» , come hanno sottolineato il governatore del Lazio, Nicola Zingaretti, e l'assessore al Turismo Lorenza Bonaccorsi. Dal Palazzo Chigi di Ariccia al parco Sforza Cesarini di Genzano; dalla Villa Saracena di Santa Marinella alla Casa Gotica di Tivoli, per nominarne solo alcuni visitabili nella provincia di Roma; nella capitale invece sarà possibile visitare il Casale delle Vignacce, un edificio seicentesco costruito su una villa rustica romana, il Casale di Boccea, uno dei più antichi Castelli suburbani e il Collegio Innocenziano a piazza Navona, costruito su progetto di Francesco Borromini. Proseguendo nella «rete» costituita dalle Dimore Storiche laziali va ricordata la Badia di Santa Maria di Anagni a Frosinone, la Torre di Scauri a Minturno e il bastone «La Favorita» di Gaeta con la sua vista sul mare in provincia di Latina, o il Palazzo Santarelli di Casperia, con le sue 50 stanze, in provincia di Rieti. E c'è un bosco molto particolare, quello monumentale del Sasseta, sotto il castello di Torre Alfina, ricordato da Alberta Campitelli, vicepresidente dei Giardini d'Italia, il cui libro Guida ai Giardini di Roma e del Lazio verrà presentato durante la manifestazione (il 27 a Caprarola e il 28 a palazzo Chigi di Ariccia). Quest'anno, infatti, oltre all'apertura vi saranno 55 eventi: musica, spettacoli teatrali e cinque percorsi alla scoperta delle tipicità enogastronomiche. «A questa rete delle Dimore Storiche ha detto Zingaretti è destinato un avviso pubblico per interventi di manutenzione fino a un milione e 250 mila euro. Un altro bando sarà finanziato a ottobre per 750 mila. Il vecchio modello di sviluppo della Regione è esaurito, dobbiamo costruirne un altro che punti su cultura, paesaggio e cibo. Nel pianeta terra non esiste un territorio come il nostro con un patrimonio così ricco. Noi crediamo nell'economia della bellezza». Info e prenotazioni www.retedimorestorichelazio.it