«Qui si esaltano la creatività e l'ingegno italiani» Preparato è preparato. «Maldonado ci invitava a considerare che la proprietà formale di un oggetto è un mix di vari ingredienti. Aspetti funzionali, economici, culturali vanno considerati tutti insieme, altrimenti ci si ferma alla sola presenza dell'oggetto e non si coglie ciò che c'è dietro». Appassionato anche. Indovina al volo tre oggetti presenti nel nuovo museo: la lampada Arco di Castiglioni, la Lettera 22 di Nizzoli e la poltrona Proust di Mendini. In ritardo pure. La riunione romana del premier Giuseppe Conte con le associazioni dei risparmiatori si è protratta ben oltre l'orario previsto e il battesimo del Museo del Design alla Triennale, con visita riservata delle istituzioni, è arrivata con due ore di ritardo. La gente in fila ha cominciato a mugugnare. È stato lo stesso Conte a dire alla security di far entrare i visitatori. «Questa è una giornata che ci ricorderemo ha detto dal palco . L'Italia ha dato tanto in questo settore e confido che il Museo del Design sia l'occasione per rilanciarlo in tutto il mondo». Poi, accompagnato dal ministro dei Beni culturali, Alberto Bonisoli, dal sindaco di Milano Beppe Sala, dal governatore lombardo Attilio Fontana e dal padrone di casa, Stefano Boeri, ha tagliato il nastro di una struttura che mancava da 50 anni in quella che in tutto il mondo viene considerata la patria del design. Duecento oggetti, per ora, che rappresentano l'emblema della creatività italiana, dal dopoguerra agli anni '80. È solo l'inizio. Il museo sarà terminato entro il 2022 e occuperà un'area di 6000 metri quadrati. «Oggi con l'inaugurazione del museo permanente del design si esalta la creatività e l'ingegno italiani che hanno reso grande il nostro Paese in tutto il mondo. È un motivo di grande orgoglio» continua il premier. La prima «stazione» di Conte è stata davanti alla lampada Arco, progettata da Castiglioni nel 1962. Altra tappa davanti al Pratone di Giorgio Ceretti, Pietro Derossi, Riccardo Rosso. Il premier ha resistito alla tentazione di buttarcisi sopra, scopo per cui era nato il Pratone. È seguita dotta disquisizione sul differente tipo di giornalismo in base al tipo di macchina da scrivere. Da una parte la Lettera 22 di Marcello Nizzoli, dall'altra la Valentine di Ettore Sottsass. E in base al motto per cui la forma è funzione, la Lettera 22 è macchina per giornalisti da scrivania, la Valentine per cronisti di guerra. Montanelli non sarebbe stato d'accordo. Con Max e Raffaele realizziamo qui a Milano un'idea vicina al mio design democratico: il cibo salutista da condividere Obbligatoria la fermata davanti all'Eclisse di Vico Magistretti e a quel gioiello che è la Divisumma 18, la calcolatrice progettata da Mario Bellini, antesignana di tanti oggetti high tech che oggi vanno per la maggiore. «Apple ha detto Boeri non ha inventato nulla di nuovo». Ultimo stop davanti a un'opera che in questi giorni sta creando polemiche a non finire. Si tratta della poltrona dalle forme femminili Up 56 di Gaetano Pesce, uno dei prodotti di disegno industriale più famosi al mondo. La sua copia ingigantita e trafitta da frecce («maestà soffrente» è il titolo) è stata installata in piazza Duomo per la Settimana del design a significare la condizione femminile. La coda dei visitatori si è allungata. Conte ha lasciato la Triennale per una doppia visita. Prima il Cenacolo e poi il Museo della Scienza e della Tecnologia. Oggi lo attende l'inaugurazione del Salone del Mobile in Fiera. Boeri tira un sospiro di sollievo e di soddisfazione: «È una giornata storica. Sono 50 anni che aspettavamo il Museo del Design. Finalmente c'è. Ed è solo il primo passo, il secondo sarà velocissimo. Entro un mese faremo il nuovo bando».