Ascoltando l'intervento del sindaco di Matera, Raffaello De Ruggieri, al seminario dei Cavalieri del Lavoro di sabato scorso, ci si rende conto che la città dei Sassi è un caso paradigmatico di rigenerazione urbana in Italia. In particolare per il Mezzogiorno, dove finora non si è mai visto un laboratorio territoriale in grado di sperimentare un progetto duraturo di sviluppo, basato su ricerca, formazione e creatività, senza perdere di vista ma anzi valorizzando il patrimonio ambientale e storico. Con qualche ambizione, forse, non si è lontani dal vero se la si definisce una rigenerazione urbana a guida culturale. L'interrogativo è: un esempio come la trasformazione di Matera, un centro di dimensioni medie, non un'area metropolitana, né, tantomeno, un paesello sperduto, può costituire una buona pratica da estendere e da applicare ad altre realtà meridionali? E rappresentare quindi un modello virtuoso per grandi agglomerati come Napoli, Bari, Palermo? Pur con le diversità e le tipicità che contraddistinguono ciascuna città, che ha la sua storia, le sue tradizioni, la propria struttura economica e sociale, è possibile e utile individuare una linea guida comune. Che per le metropoli del Sud non può che essere una, sulla falsariga di quanto è stato realizzato e si sta ancora facendo a Matera.