«Che dire, è un foglio prezioso per cui capisco che i francesi lo vogliano esporre nella loro mostra e, allo stesso tempo, mi sono chiare le ragioni per cui gli italiani esitano. Mi auguro che siano solo di carattere tecnico scientifico». L'architetto Tonci Foscari, classe 1938, già docente allo Iuav, nonché «Legione d'onore» della Repubblica francese ed ex consigliere di amministrazione del Louvre risponde pacatamente alle domande sulla querelle che tiene banco in questi giorni sul caso dell'Uomo vitruviano di Leonardo. Il famoso disegno, come si sa, è stato richiesto dai Cugini d'Oltralpe e, dopo un primo rifiuto da parte dei referenti lagunari (con il supporto dei politici locali del Movimento 5 Stelle, mosso da sentimenti anti-francesi), sarebbe arrivato l'invito del segretario generale del Ministero Giovanni Panebianco, attraverso una mail riservata, di rivedere il parere negativo. Foscari conosce bene i rapporti tra il museo parigino e Venezia, e sa anche che essi non sono mai stati idilliaci. «Ma non dobbiamo dimenticare che c'è una grande tradizione di scambi tra Paesi diversi che è anche una necessità culturale aggiunge lo studioso -. È recente l'accordo tra Germania e Italia per lo scambio tra la Presentazione del Bambino del Bellini della Fondazione Querini Stampalia e il quadro dallo stesso titolo del Mantegna. Certo, ci si pensa quattro volte, perché se malauguratamente non andasse bene, diventerebbe una tragedia. Per altro nella vita c'è sempre un rischio da correre. Diciamo che è un problema difficile da valutare, ma ho l'impressione che ci siamo delle considerazioni non solo tecniche», conclude Foscari. Come museo statale, le Gallerie dell'Accademia rispondono direttamente al Ministero per i beni culturali, ma il tema travalica i confini e investe anche la Regione del Veneto. «Sono competenze che non ci riguardano direttamente premette Cristiano Corazzari, assessore leghista alla Cultura della Regione , e fin d'ora offro la collaborazione delle nostre strutture nel caso ci fosse richiesta. Avere un'opera come il disegno di Leonardo alle Gallerie è motivo d'orgoglio e testimonia i tanti tesori custoditi nei musei veneti». La prima preoccupazione riguarda la conservazione e la tutela dell'opera, prosegue l'assessore, «sono certo che non ci siano motivi di carattere politico, tanto più di politica estera. L'unica cautela deve riguardare il foglio che ha un valore inestimabile e non ci sono altre valutazioni che facciano pensare e motivazioni diverse».