E se il disegno conteso non potesse essere esposto solamente per motivi di salvaguardia? La questione taglierebbe la testa al toro, e non sarebbe poi così peregrina. Mentre monta la polemica sulla mail segreta che il segretario generale del Mibac, nonché reggente delle Gallerie dell'Accademia, avrebbe inviato ai funzionari lagunari per rivedere il parere negativo sul prestito al Louvre dell'Uomo di Vitruvio conservato a Venezia, emerge un problema reale. Esistono, infatti, delle procedure molto rigorose per tutelare le opere, soprattutto quelle in carta, che impongono condizioni stringenti di esposizione e lunghi tempi di recupero. L'opera di Leonardo sarà la star della mostra che celebrerà i cinquecento anni dalla morte dell'artista e verrà esposta dal 17 aprile al 14 luglio nel museo lagunare. Ma quali sono queste norme? Chi le conosce molto bene per «maneggiarle» da anni è Marco Goldin, il curatore trevigiano che è riuscito a costruirsi una credibilità tale nel settore da ottenere prestiti preziosissimi dai maggiori musei internazionali. Ora sta preparando la prossima mostra che aprirà a Verona in novembre, «Il tempo di Giaco metti da Chagall a Kandinsky». Ma è così delicata la carta da non poter essere esposta per più mesi di seguito o è solo una scusa? «Premetto che non conosco il caso nello specifico, ma la carta è oggettivamente più delicata della tela o della scultura. La luce incide su qualsiasi superficie, ma con la carta devono esserci delle consapevolezze diverse. Inoltre, a seconda degli strumenti con cui è stato realizzato, con la matita o a inchiostro, ha la prerogativa di sbiadire. Per questo le carte non vengono esposte nei musei ma solo nelle mostre temporanee». Allora come ci si comporta con i disegni più preziosi? «Normalmente si conservano nei gabinetti dei disegni e delle stampe, dove ci sono cassettiere iper-tecnologiche che lasciano il disegno in una situazione neutra. Sono luoghi climatizzati e con umidità costante, non esposti alla luce. Come norma generale, quando i disegni vengono mostrati per 2-3 mesi, vengono poi rimessi nei cassetto per almeno qualche anno». Intende dire qualche mese «No, no, parlo di anni che variano dai 3 ai 10 in base allo stato di conservazione del disegno. Ci sono disegni che addirittura non vengono mai esposti perché in condizioni precarie. Solo le mostre temporanee offrono quindi l'occasione per conoscere e vedere dal vivo opere che altrimenti rimangono patrimonio solo degli studiosi in luoghi protetti». E per l'esposizione che accortezze vanno prese? «Le carte in una mostra vengono esposte in condizioni diverse rispetto ai dipinti che solitamente sono illuminati con una luce fredda a led, con un'intensità che si misura fra 150 e 200 lux. Il disegno, invece, viene esposto a una luminosità bassissima per evitare lo scolorimento e non deve eccedere i 45-50 lux, a volte anche 25 lux. Praticamente le opere su carta vengono esposte in zone di penombra». Mi sta dicendo che per Leonardo occorrono tutte queste precauzioni? «Leonardo non è uno qualsiasi e il suo disegno ovviamente deve avere una cautela ancora maggiore. Va anche detto che uno potrebbe non prestarlo perché è un'opera troppo importante e non si vuole sottrarla al museo a cui appartiene, ma in questo caso viene già esposto e raramente opere di questo tipo vengono mostrate più a lungo perché poi hanno bisogno delle condizioni di riposo». Solitamente cosa avviene? «Se non avessero fatto la mostra a Venezia, dal punto di vista tecnico si sarebbe potuta aprire la possibilità del prestito. A questo punto bisogna vedere le condizioni del foglio, ma gli anni di riposo sono una prassi normalissima per la conservazione dei disegni e in modo particolare per disegni importanti».