«I lavori al complesso dei Girolamini rischiano di vanificare gli sforzi per riportare al centro dell'attività culturale la biblioteca, dopo lo scandalo dei libri sottratti scoppiato sette anni fa». Andrea Mazzucchi, ordinario di Filologia italiana all'Università Federico II di Napoli è realmente preoccupato. E non lo nasconde. NAPOLI. «I lavori al complesso dei Girolamini rischiano di vanificare gli sforzi per riportare al centro dell'attività culturale la biblioteca, dopo lo scandalo dei libri sottratti scoppiato sette anni fa». Dopo l'allarme dello storico dell'arte Tomaso Montanari sul Fatto Quotidiano, ripreso dal Corriere del Mezzogiorno, Andrea Mazzucchi, ordinario di Filologia italiana all'Università Federico II di Napoli è realmente preoccupato. E non lo nasconde. Se la fruizione dell'inestimabile patrimonio librario verrà, come sembra, interrotta, si interromperebbe per forza di cose anche l'attività della Scuola di Alta formazione in Storia e filologia del manoscritto e del libro antico da lui presieduta. Alla fine di maggio si concluderà il primo ciclo formativo che ha interessato 20 studenti e che ha prodotto la prima catalogazione di manoscritti e incunaboli custoditi all'interno della biblioteca. «Speriamo si augura il professore di poter presentare i risultati il 30 del prossimo mese proprio ai Girolamini. Non vorrei che i lavori impedissero questo appuntamento». Il primo catalogo riguarderebbe gli incunaboli, vale a dire i primi libri stampati con caratteri mobili negli ultimi decenni del Quattrocento, e proprio per questo, definiti anche quattrocentine. Poi, a settembre, verrà presentato il catalogo dei manoscritti. «Consideriamo questa attività osserva Mazzucchi una riparazione dell'offesa subita. Oltre alla valenza sotto il profilo scientifico, il lavoro svolto grazie all'intesa tra il nostro ateneo e il ministero per i Beni culturali in accordo con la procura della Repubblica (alcune aree del complesso monumentale tra i quali la biblioteca sono tuttora sotto sequestro, ndr ) può consentire anche l'acquisizione di informazioni utili da parte della magistratura impegnata nel recupero dei libri asportati». Ed è appunto alla Procura che, in previsione dell'inizio dei lavori, hanno scritto sia il direttore del complesso monumentale Vito De Nicola che la responsabile del Polo museale Anna Imponente. Atti dovuti certamente, dietro i quali, tuttavia, potrebbe leggersi la preoccupazione per il futuro prossimo delle attività di ricerca in atto. Il progetto generale riguarda, oltre alla biblioteca, anche altri ambienti della grande struttura del centro storico. Nella relazione di accompagnamento del progetto esecutivo si legge che il progetto generale è articolato in lotti funzionali e che l'importo complessivo degli interventi è pari a 18 milioni di euro. In particolare, il terzo lotto riguarderà il restauro e la rifunzionalizzazione della biblioteca storica. Per raggiungere questo obiettivo si può contare su un finanziamento di 7,7 milioni: i lavori previsti consistono nel restauro e l'adeguamento funzionale de impiantistico «di tutte le stanze monumentali della biblioteca, nonché il restauro ed il progetto di nuovi spazi di studio, di lavoro e di fruizione». E ancora si specifica che «si procederà alla protezione del materiale librario con l'impacchettamento dei materiali che verranno ricollocati in situ». Evidentemente non prima della fine dei lavori stessi. D'accordo con Montanari si è dichiarato subito l'ex direttore della Biblioteca nazionale di Napoli Mauro Giancaspro che dal 2012 al 2014 resse ad interim la direzione della biblioteca del complesso conventuale. Ora si registra anche la dura presa di posizione del responsabile di Italia Nostra Napoli, Guido Donatone. Che ha indirizzato un appello al ministro per i Beni culturali Alberto Bonisoli. Ha scritto: «Abbiamo appreso che nel 2018 è stato redatto un nuovo programma di interventi, redatto dalla Soprintendenza ai Beni Architettonici di Napoli, intitolato: «Valorizzazione del percorso di visita e restauro degli spazi monumentali». Ebbene per tale programma la Soprintendenza napoletana è ricorsa alla anacronistica tecnica ottocentesca degli "sventramenti", che caratterizzarono il "Risanamento" postcolera (1888) di Napoli. Signor ministro intervenga per evitare siffatte inconcepibili operazioni portate avanti dalla Soprintendenza napoletana» .
Corriere della Sera
3 Aprile 2019
Napoli. Girolamini, ecco il progetto. I libri verranno impacchettati
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