La digitalizzazione di tutto il materiale manzoniano della Biblioteca Braidense è il nuovo tassello di un imponente sforzo di digitalizzazione dei documenti bibliografici e d'archivio in atto a Milano. Poiché nessuno va più a studiare la Montagna di carta conservata nelle biblioteche, la Montagna si digitalizza per andare dai sedentari muniti di telefonino. È stato digitalizzato l'archivio musicale Ricordi (negli ultimi tre mesi 8.419 utenti che hanno aperto 11.203 sessioni passando 4 minuti); il sistema Sirbec della Regione ha iniziato nel 1992 l'archiviazione digitale di vari materiali; la Biblioteca Bertarelli ha iniziato nel 2000 la digitalizzazione di piante e vedute della Lombardia che è la loro raccolta più consultata; sono seguiti i portali GraficainComune e FotografieinComune, le catalogazioni digitali dell'Archivio di Stato e quelle di università e privati. La digitalizzazione di questi materiali è un utilizzo positivo della società informatica (molti ce ne sono di negativi) poiché consente la diffusione della cultura, l'accesso da ogni parte del mondo e la protezione degli originali. Il problema di domani deriva dall'incapacità di scelta della società relativistica, che induce a patrimonializzare tutto, creando un intasamento per le generazioni future. Il filosofo Nietzsche ammoniva: «La storia antiquaria degenera nel momento stesso in cui la fresca vita del presente non la anima più Allora l'uomo scende così in basso che mangia di gusto anche la polvere delle quisquilie bibliografiche».