Pressing della Francia. Vanin (5s): L'Uomo vitruviano non si sposti VENEZIA, «Per me, per la vicepresidente della commissione cultura del Senato e tutti i componenti, il disegno dell'Uomo Vitruviano, visto che fa parte del fondo di opere inamovibili, non deve girare per il mondo. Anche oggi abbiamo ricevuto la segnalazione dei danni alla pala del Lotto che da Asolo è stata esposta a Londra e Madrid, tornata danneggiata in Italia». È tranchant il commento di Orietta Vanin, membro della settima commissione permanente a Palazzo Madama, a proposito del prestito al Louvre dell'opera vinciana custodita alle Gallerie dell'Accademia a Venezia. «E siamo d'accordo con quanto dichiarato dalla professoressa Nepi Sciré» rincara la dose l'esponente 5s, riferendosi alle affermazioni dell'ex sovrintendente alle Gallerie che nei giorni scorsi spiegava che in passato il Louvre si era rifiutato di prestare un disegno simile di Leonardo e non vedeva l'opportunità di fare favori ora. Getta acqua sul fuoco il presidente del Comitato francese per la salvaguardia di Venezia Jerome Francois Zieseniss, che da anni si spende per il recupero di opere e monumenti lagunari. «Credo che la questione debba rimanere in ambito tecnico afferma- lasciando che i rispettivi responsabili dei due musei si parlino senza interferenze politiche. Dovrebbe esserci maggiore collaborazione tra Italia e Francia, perché come i francesi adorano Venezia agli italiani piace la Francia». Tuttavia, spinta dal vento delle polemiche lagunari, la querelle sta ampliando la sua portata investendo la politica dei prestiti attuata in generale dalla direzione del museo veneziano. Fonti sindacali hanno diramato una nota ieri in cui parlano di «perplessità» davanti alla gestione dei prestiti delle opere, che priverebbero i visitatori delle Gallerie della visione di opere iconiche. L'ultimo cartello appeso con la dicitura «opera in prestito» riguarda «La Vecchia» del Giorgione che ha spiccato il volo per gli States, dove sarà esposta in Ohio e nel Connecticut fino al prossimo agosto. Non si tratta dell'unico quadro assente: come risulta dal sito delle Gallerie sarebbero 16 le opere già in prestito ad altri musei, tra cui i 4 dipinti di Tintoretto volati di recente a Washington, che si vanno ad aggiungere alle 11 tele già in restauro. Una situazione resa ancora più pesante dai lavori all'immobile che perdurano da anni, impedendo la visione di 61 opere. Intanto, mentre è in allestimento al mostra per il cinquecentenario della morte di Leonardo che permetterà di ammirare dal 17 aprile il suo conteso Uomo Vitruviano, è arrivato il decreto ministeriale che autorizza l'aumento del biglietto (fino a luglio) da 12 a 15 euro. «Ci si chiede allora come il Piano Strategico di Gestione prosegue la nota sindacale - abbia voluto programmare prestiti importanti tra cui La Speranza di Vasari appena comprata con soldi statali dal MiBAC e se non potesse essere più sensibile e rispettoso nei confronti di chi paga il biglietto, vista la limitata quantità e qualità di dipinti prestati, fosse altro perché già metà sale del museo sono chiuse da anni» .