La maggioranza sta studiando una mini sanatoria edilizia che verrà approvata dopo il Piano Casa, ormai in dirittura d'arrivo in Consiglio regionale. Si tratta di un provvedimento destinato a regolarizzare gli edifici «parzialmente abusivi». L'annuncio è stato dato ieri dalla lista Zaia. Venezia. Il Piano Casa quater (che però ora si chiama «Veneto 2050») prosegue il suo iter in consiglio regionale e sarà approvato probabilmente nella giornata di oggi. A margine del Piano, però, spunta una novità a cui finora non si era mai accennato: una sanatoria edilizia. Ad annunciarlo in aula, commentando un emendamento presentato dal Pd, è stato il relatore Francesco Calzavara (Zaia presidente), che però ha messo subito le mani avanti: «Non stiamo parlando di un condono di altri tempi, qui non c'è di mezzo l'abusivismo sfrenato. Pensiamo a piccole difformità, a edifici non del tutto in regola che emergono come tali al momento del confronto con gli uffici tecnici ed impediscono di rogitare oppure di applicare le norme del Piano Casa per la demolizione e ricostruzione e per gli ampliamenti». Tu chiamali, se vuoi, edifici «parzialmente abusivi», «interventi non proprio dichiarati» o «non dichiarati come andavano dichiarati», come si è sentito circostanziare ieri a Palazzo Ferro Fini. Sta di fatto che la Regione sta meditando di fare tabula rasa per ripartire poi senza intoppi con i nuovi bonus «Veneto 2050». Se ne saprà di più, quanto ai contenuti, quando il provvedimento sarà messo nero su bianco e approderà in aula. Nel frattempo, come si diceva, continua il lavoro sui 240 e più emendamenti presentati alla nuova edizione del Piano Casa. La novità più rilevante della discussione condotta ieri è il parziale accoglimento da parte della maggioranza della richiesta del Pd di legare gli incrementi volumetrici alla massima efficienza energetica del nuovo edificio, ossia la classe «A4». I dem chiedevano che sia in caso di ampliamento (40 elevabile al 60 con il ricorso ai crediti edilizi), sia in caso di demolizione e ricostruzione (50 che arriva al 100 con i crediti) fosse necessario per il richiedente raggiungere la classe energetica «A4», ossia un consumo di 0,4 chilowattmetro quadro all'anno contro i 120 chilowattmetro quadro all'anno degli edifici in classe «F», che poi sono la maggior parte delle abitazioni oggi presenti in Veneto. «Pensiamo sia eccessivo obbligare da subito le famiglie a costruire in classe "A4" - ha risposto Calzavara - sarebbe troppo oneroso e dunque disincentivante. La soluzione potrebbe essere di attribuire, da qui al 31 dicembre 2020 quando andranno a pieno regime le previsioni della legge, un extra bonus del 10 per ampliamenti e del 20 per le demolizioni e ricostruzioni, in caso di perseguimento del massimo efficientamento energetico, ossia della classe "A4"». Il che, fatti due conti, permetterebbe nel primo caso di arrivare al 50 del volume originario e nel secondo al 60 (senza crediti edilizi). La Lega, con la capogruppo della Lista Zaia Silvia Rizzotto, ha anche chiarito che nessuna marcia indietro verrà fatta, nonostante le richieste insistenti della minoranza, sugli interventi in zona agricola, che sembrerebbero contrastare con il principio di consumo zero del suolo a cui dovrebbe ispirarsi la legge: «Vogliamo mantenere la previsione di piccoli interventi di ampliamento, di demolizione e costruzione in zona agricola - ha detto Rizzotto - solo per la prima casa di abitazione, per venire incontro a famiglie che hanno bisogno appunto di interventi non significativi».