Tettoie, muri pericolanti e ripostigli fantasma deturpano il sito POMPEI. Abusi edilizi all'interno della Sovrintendenza Autonoma di Pompei? Gli agenti della polizia locale, coordinati dal maggiore Salvatore Contaldo e dal capitano Gaetano Petrocelli stanno passando al setaccio la documentazione dell'ufficio tecnico interno. I caschi bianchi di piazza Schettino avrebbero individuato una serie di "anomalie". Di qui l'avvio delle verifiche del caso che richiederanno ancora qualche giorno prima dell'adozione di (eventuali) provvedimenti. Ieri mattina, sotto l'attenta supervisione dell'assessore alla sicurezza urbana, Carmine Lo Sapio, i "ghisa" pompeiani, interinalmente diretti dal tenente Ferdinando Fontanella, sono tornati alla carica, passando al setaccio l'area di piazza Antiteatro. In modo particolare i tutori dell'ordine hanno fecalizzato la loro attenzione su alcune situazioni che, all'apparenza, sembrerebbero non in linea con la normativa vigente. A cominciare dalla tettoia dell'ingresso, passando per una casetta che, qualche anno fa, venne installata in sostituzione della biglietteria, al fine di consentire la effettuazione di lavori edili. Le opere sono state ultimate da oltre trentasei mesi, ma la struttura, realizzata con l'utilizzo di tubi innocenti e cemento, non è stata ancora smantellata. Lo stesso dicasi per un ripostiglio che, stando, almeno, ai primi elementi forniti, dovrebbe fungere da riparo per l'ambulanza in servizio all'interno degli Scavi. Di tale ambiente, infatti, non vi sarebbe menzione - il condizionale, date le circostanze, è d'obbligo -nei verbali delle conferenze di servizio svoltesi finora. Il caso che fa maggiormente discutere è rappresentato, tuttavia, dalle condizioni in cui versa il muro di recinzione che sorge in via Plinio, in corrispondenza con la cosiddetta "zona della tombe". Qui il pericolo di cedimenti è palpabile. Ciò nonostante, almeno finora, nessun intervento è stato approntato per risolvere il problema, eccezione fatta per l'inserimento di una lunga fila di transenne metalliche. La Soprintendenza ha ricevuto dall'amministrazione comunale una regolare autorizzazione di occupazione del suolo pubblico, al fine di poter porre fine alla situazione di rischio per la pubblica incolumità. Il tutto, peraltro, a costo zero, in quanto trattandosi di una istituzione pubblica non è stato versato alcun canone. Il "permesso", però, è scaduto da svariati mesi e non è stato rinnovato. Nel frattempo, però, il muro in questione continua ad essere la meta preferita di ragazzi e coppiette che vi si appartano, incuranti delle conseguenze. Peraltro il tratto di strada interessato è stato, purtroppo, trasformato in un ricettacolo di rifiuti di ogni genere che deturpa l'immagine di uno dei punti più suggestivi della passeggiata pompeiana. Insomma, in questo scorcio d'estate, gli agenti della polizia locale dovranno trascorrere gran parte del loro tempo a sfogliare i faldoni della Soprintendenza. Sarebbe un'autentica beffa, se la Sap di Pompei, deputata alla vigilanza edilizia sui privati, venisse in qualche modo "bacchettata" dai caschi bianchi per aver essa stessa commesso dei presunti passi falsi.
POMPEI: Abusi edilizi negli scavi: si indaga
Gli agenti della polizia locale stanno indagando su abusi edilizi all'interno della Sovrintendenza Autonoma di Pompei. I caschi bianchi hanno individuato "anomalie" e stanno passando al setaccio la documentazione dell'ufficio tecnico interno. I tutori dell'ordine hanno notato problemi con la tettoia dell'ingresso, una casetta installata per lavori edili e un ripostiglio per l'ambulanza. Il muro di recinzione in via Plinio è anche stato oggetto di attenzione, nonostante la presenza di transenne metalliche. La Soprintendenza ha ricevuto un permesso di occupazione del suolo pubblico, ma è scaduto da mesi e non è stato rinnovato.
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