Con la scomparsa di Andrea Emiliani (88 anni), avvenuta ieri mattina a Bologna, se ne va un appassionato protettore dei nostri beni culturali e un infaticabile storico dell'arte. Nato a Forlì nel 1931 aveva vissuto l'infanzia di fronte alle finestre del Palazzo Ducale di Urbino. Si laureò a Bologna con Francesco Arcangeli e divenne docente nel 1968. Fece conoscere il Piranesi di Focillon e come alter ego di Cesare Gnudi seguì da subito la Pinacoteca di Bologna impegnandosi anche nei restauri dell'area emiliana e romagnola; seguì pure il cantiere di Santa Giulia a Brescia. Insegnò Museografia a Bologna e collaborò con la Sapienza di Roma, il Politecnico di Torino e la Fondazione Giorgio Cini di Venezia. Nel '74 fondò l'Istituto per i Beni culturali della Regione Emilia-Romagna e nel '78 divenne soprintendente. Fu lo storico direttore della Pinacoteca nazionale di Bologna, che contribuì a riorganizzare come quelle di Ferrara e Forlì. Negli anni Ottanta realizzò i restauri di Niccolò dell'Arca, le vetrate di San Giovanni in Monte, il polittico di Jacopo di Paolo a San Petronio e realizzò storiche mostre, come Nell'età di Correggio e dei Carracci con sir John Pope-Hennessy e altre con Keith Christiansen e Philippe de Montebello. Seguirono esposizioni su Barocci, Reni e Guercino, che andò a Washington e Los Angeles. Emiliani è stato anche docente all'Istituto per la ceramica di Faenza, membro delle Accademie Raffaello di Urbino, Torricelli di Faenza e di San Luca a Roma. Ricevette il premio per la Critica d'arte del ministero per i Beni culturali assegnato all'Accademia dei Lincei, di cui era membro. Quando compì 80 anni disse: «Sono stato molto fortunato e di natura sono poco rancoroso, ma dopo tanti anni di attività museografica e d'ideazione di mostre mi disturba il rotolìo scomposto e rumoroso dell'eccesso di mostre senza qualità». Molti i suoi interventi contro chi «decapitava» Regioni, Comuni e Soprintendenze privandoli di che sopravvivere e tutelare i monumenti. Emiliani del resto non ha mai smesso di studiare e lascia alcuni lavori ancora inediti.