Lorenteggio, allarme per il tunnel della Blu Allerta per l'oratorio di San Protaso al Lorenteggio. «Va protetto e subito, per evitare danni». La fonte delle preoccupazioni è il cantiere per la linea «blu» della metropolitana. A muoversi in difesa della chiesetta con più di mille anni c'è Orietta Colacicco del comitato Dezza-Foppa-Solari, su richiesta dei cittadini. Colacicco a sua volta ha coinvolto l'ingegner Bruno Bernardo Bosco, che ha già seguito il comitato in altre battaglie relative ai lavori di M4 e ha collaborato alla realizzazione di diverse linee del metrò. E proprio lui ha puntato l'attenzione su quel piccolo oratorio che resiste in via Lorenteggio. «La sua costruzione risale al mille circa spiega Bosco , difficile che abbia fondamenta, più probabilmente posa sul terreno così com'è. Qui vicino tra poco passeranno le Tbm (talpe che scavano il tunnel del metrò, ndr), potrebbero creare cedimenti». E suggerisce alcuni interventi per mettere al sicuro la chiesetta e i suoi antichi dipinti. «Impacchettare» la struttura, come fatto ad esempio per l'università Statale, non servirebbe a nulla secondo l'ingegnere. «È necessario creare uno schermo attraverso delle iniezioni di materiale nel terreno per formare uno scatolare profondo». Una sorta di «scatola» sotterranea, che protegga l'oratorio. Una tecnica che Bosco conosce bene, tanto da averle dedicato un libro. «Almeno da un lato andrebbe fatto». Il problema principale «è il tempo, bisogna fare in fretta perché le talpe si stanno avvicinando. E gli effetti negativi potrebbero presentarsi anche dopo il passaggio delle Tbm». Per lunedì sera è stato organizzato un incontro, all'interno di San Protaso, dedicato al tema. «Mi auguro che ci ascoltino». Ma la società M4 assicura che l'oratorio è sotto controllo. «Sulla chiesetta è stato realizzato uno studio dice Marco Di Paola, Construction manager di M4 e le è stata assegnata la classe di rischio zero. Una situazione tranquillizzante». Tuttavia il monitoraggio è continuo, così come per tutti gli edifici che si trovano lungo i cantieri della linea. «La talpa passerà in quel tratto tra circa una settimana continua Di Paola e si troverà a dieci metri di profondità, una distanza notevole. Inoltre sui muri sono stati applicati quattro capisaldi». I rilevatori misurano eventuali scostamenti e, al transito delle talpe, verranno letti con maggior frequenza: ogni tre ore. Massima attenzione quindi. Per tutelare la chiesetta il progetto della M4 in passato ha subito modifiche. Con la maxi variante del 2015, infatti, il cantiere della stazione Washington-Bolivar è stato spostato di dieci metri, su richiesta del Municipio 6 e dei comitati di cittadini. Ora il ritorno della preoccupazione, con l'avvicinarsi dei mezzi. L'11 marzo una delle due talpe in azione è arrivata alla stazione Tolstoj, l'altra la raggiungerà. Nella tratta Ovest della linea «blu» sono stati posati 2.532 anelli prefabbricati del rivestimento definitivo. Mentre già a giugno arriverà il primo treno per la «blu» prodotto negli stabilimenti Hitachi di Reggio Calabria. Parallelamente, anche i comitati di quartiere continuano l'attività di vigilanza, armati del cronoprogramma che hanno appena ricevuto.