Arte e Fede. I Musei Vaticani, da sempre, si ritrovano in un dualismo estetico-spirituale. Anche nel cinquecentesimo anniversario della morte di Leonardo da Vinci, in un 2019 molto (troppo?) ricco di appuntamenti internazionali i Vaticani trovano una loro cifra narrativa esponendo gratuitamente nel Braccio di Carlo Magno (dunque appena a sinistra di piazza San Pietro) il San Girolamo nel deserto , unica opera dell'artista presente nelle collezioni pontificie. Un anticipo di due altri grandi appuntamenti leonardeschi, perché poi la tavola sarà esposta in estate al Metropolitan di New York e in autunno nell'attesa mostra al Louvre di Parigi. L'opera rimarrà a disposizione del pubblico a Roma da oggi al 22 giugno (lunedì-sabato 10-18, solo il mercoledì 13.30-18, domenica e festività religiose chiusa, museivaticani.va) La tavola ha una storia complessa e persino misteriosa, come spiegano con chiarezza le didascalie della mostra: la datazione è incerta (molti propendono per il periodo milanese, dunque 1482-1484). La vicenda che lo conduce a noi è ricca di colpi di scena: sparisce, poi transita nella collezione del cardinale Fesch, zio di Napoleone, il quale recupera le due parti separate dell'opera, una ritrovata da un rigattiere e l'altra addirittura da un ciabattino che usava la parte con la testa del santo come piano di uno sgabello. Un autentico giallo della grande arte. Poi altri cambi di mano, infine l'approdo nelle collezioni pontificie per volere di Pio IX. E i nostri giorni, con l'ultimo accurato restauro di Gianluigi Colalucci del 1993. Di qui la mostra voluta dal Governatorato dello Stato della Città del Vaticano e dalla direttrice dei Musei Vaticani, Barbara Jatta (con il delegato scientifico Guido Cornini, il responsabile amministrativo monsignor Paolo Nicolini e il segretario Roberto Romano) . Spiega Barbara Jatta: «Far conoscere, preservare e condividere lo straordinario lascito di cultura, storia, bellezza e fede che i Pontefici hanno custodito per secoli, questa è la missione dei Musei Vaticani. Il San Girolamo nel deserto di Leonardo è certamente un capolavoro assoluto, ma è anche un'opera che esalta la spiritualità di un grande padre e Dottore della Chiesa». Infatti il personaggio è stato richiamato con attenzione dal papa emerito Benedetto XVI: «Per Girolamo un fondamentale criterio di metodo nell'interpretazione delle Scritture era la sintonia con il Magistero della Chiesa. Non possiamo mai da soli leggere la Scrittura. Troviamo troppe porte chiuse e scivoliamo facilmente nell'errore». Di grande interesse la teca climatizzata con un avanguardistico sistema che rende la tavola perfettamente trasportabile senza rischi per la struttura.