Palazzi, teatri, fortezze: il 23 e il 24 marzo tornano le «Giornate di Primavera». A Firenze tre itinerari, da San Firenze a San Salvi fino al Franchi e all'oasi tropicale A Pontremoli aprono le ville barocche, in Maremma c'è il borgo di 27 abitanti Ci sono luoghi per la prima volta aperti al pubblico, altri frequentatissimi ma che così non si sono mai visti, altri che svelano segreti inaspettati. Per l'edizione numero 27 delle Giornate Fai di Primavera, il 23-24 marzo, il Fondo Ambiente Italiano apre in Toscana 34 beni, raccontati da chi li conosce, dai volontari e dai giovani «apprendisti Ciceroni». A Firenze i visitatori saranno accompagnati lungo 3 itinerari, nel centro storico e oltre le mura. «Un santo chiamato Firenze e Firenze nominata Capitale» mostra il complesso di San Firenze, ex chiesa convento e oratorio di epoca barocca, ex Tribunale e ora sede della Fondazione Zeffirelli. A legarlo al vicino Hotel Bernini è il periodo in cui la capitale d'Italia si trasferì in riva all'Arno: San Firenze fu Ministero dell'Istruzione l'albergo divenne la bouvette del Parlamento. Il percorso «San Salvi storie di uomini e di santi» accompagna in un viaggio di vita e di arte che tocca il convento di San Salvi, che conserva il Cenacolo di Andrea del Sarto e il monumento funebre di San Giovanni Gualberto con le teste mozzate (rubate dai soldati durante l'assedio di Firenze del 1529-30) e la «città dei grulli» come veniva chiamata dai fiorentini, l'ex manicomio. L'ultimo itinerario unisce «il pallone e la palma, due miti della Firenze moderna». Allo stadio Artemio Franchi vanno migliaia di tifosi, ma pochi lo hanno visto così: da bordo campo o dal tunnel dove sfilano i giocatori prima della partita. Anche la casa dell'Agenzia Italiana Cooperazione allo Sviluppo, già Istituto Agronomico d'Oltremare, offre una scoperta inedita: il giardino, un'oasi in città, con la collezione di piante tropicali. Montecatini mostra un tesoro: l'Accademia d'Arte Scalabrino, fondata negli anni '60 da Dino Scalabrino, direttore sanitario delle Terme che ebbe l'idea di creare un luogo dove far confluire le arti: comprende opere di Chini, Annigoni, Guttuso, Viani, e il pianoforte che Verdi suonava durante i suoi soggiorni termali. Pistoia svela il teatro dei Risvegliati, ora Manzoni: costruito nel Seicento utilizzando un antico tiratoio per i panni di lana in disuso, ha una facciata del 1926 che si ispira a La Scala. Il Barocco si mostra nella sua magnificenza nelle dimore della nobiltà e borghesia di Pontremoli: Villa «dei Chiosi», Palazzo Negri, Palazzo Pavesi, Palazzo Bocconi. Monte Argentario regala una storia di terra e di mare alla scoperta degli antichi mestieri, dalla Fortezza fino al cantiere navale. A Siena apre l'Oratorio dei Santi Ludovico e Gherardo della Basilica di San Francesco, a Livorno il Cisternone. Ci sono poi interi borghi, gioielli del paesaggio come Rocchette di Fazio (Gr), dove vivono solo 27 abitanti.