In vista della candidatura all'Unesco, il Comune inizia a premere sull'acceleratore della manutenzione del patrimonio dei portici. Partendo non solo dalla pulizia, ma anche dal restyling della pavimentazione. «Vogliamo rilanciare la delibera del 2007 che incentivava i privati alla riqualificazione dei pavimenti sotto i portici», dicono dal settore Edilizia di Palazzo d'Accursio. E poi via (a breve) al restauro del portico dei Servi, dell'Arena del Sole e del teatro Comunale. La corsa di Bologna per candidare il monumento-portici all'Unesco è già iniziata. E, nell'arco di qualche mese, se ne potrebbero già vedere i risultati. A partire dal basso: la pavimentazione dei portici, in molti tratti rovinata dal tempo e senz'altro dall'usura. Il Comune sta infatti pensando di «rispolverare», valorizzandola ulteriormente e diffondendola il più possibile da qui a breve, una vecchia delibera, risalente al 2007, con cui Palazzo d'Accursio tendeva la mano ai privati, perché si accollassero la ripavimentazione dei portici. In quella delibera di dodici anni fa, che è tuttora in essere, l'amministrazione decise di azzerare i contributi diretti a suo carico, rimise al centro la costituzione di consorzi di proprietari e pensò a loro favore l'esenzione fiscale sulla pubblicità e sull'occupazione del suolo pubblico, facendo rientrare il restauro delle pavimentazioni dei portici di edifici residenziali fra i lavori di ristrutturazione edilizia che possono fruire delle detrazioni d'imposta Irpef del 36. Quella delibera rese possibile, tra il 2008 e il 2009, il restauro di quasi 4 mila metri quadrati di pavimentazione privata dei portici. Ed è a quella delibera che si sono ispirati di nuovo, questa volta nel 2015, Comune, Asppi (piccoli proprietari immobiliari) e Anaci (amministratori di condomìni) per siglare il protocollo d'intesa, di durata quinquennale, con lo stesso obiettivo di restyling della pavimentazione. «Quella delibera spiega Fabio Andreon, dirigente del settore Edilizia pubblica del Comune è ancora in essere. Adesso vorremmo rilanciarla. Sulla parte privata dei portici il Comune può dare il suo contributo in modo indiretto, sgravando i proprietari della spesa per l'occupazione del suolo pubblico e consentendo l'affissione della pubblicità. Più condomini mettono la pubblicità e più introiti arrivano per sostenere economicamente gli stessi lavori». Un circolo virtuoso che potrebbe portare, un po' alla volta, al rifacimento totale dei pavimenti che vengono calpestati tutti i giorni da migliaia e migliaia di persone. Negli ultimi anni sono state circa sessanta le strade (porticate) su cui i privati hanno deciso di sostituire la pavimentazione vecchia, per mettere piastrelle nuove di zecca. È stato più facile, ovviamente, nei tratti di portici dove affacciano palazzi di enti, fondazioni, associazioni con un certo peso. Ma in realtà i bolognesi si sono mobilitati abbastanza per garantire il restyling dei pavimenti. E le richieste, un po' alla spicciolata, continuano ad arrivare. Adesso è il momento di dare un'accelerata. E l'Ateneo si è già fatto avanti per restaurare la pavimentazione del portico del teatro Comunale. «In questo caso spiega Andreon la progettazione è in corso adesso». Quindi a breve anche il Comunale avrà piastrelle nuove di zecca. Un passo alla volta, a seconda delle risorse disponibili, l'amministrazione sta intervenendo sui portici di sua competenza che, a parte la pavimentazione, hanno bisogno di un intervento di consolidamento strutturale. «Tutti gli anni spiega Andreon insieme a Manuela Faustini, responsabile del patrimonio storico-monumentale di Palazzo d'Accursio per la manutenzione dei portici l'amministrazione mette a bilancio tra i 300 mila e i 500 mila euro». Queste risorse sono investite in lavori importanti sui portici, oltre che sulla pulizia dei graffiti nelle parti di portico di proprietà pubblica. Uno degli interventi più attesi che finalmente sarà attuato è quello del restauro del portico dei Servi. «Il restauro del portico dei Servi spiega Andreon sarà approvato a breve e verrà appaltato entro quest'anno». In questo caso i soggetti protagonisti sono tre: il Comune, un proprietario privato e la Curia. Il privato ha già provveduto al restauro della sua parte, quella verso via Guerrazzi: in virtù di un accordo di inizio Novecento, il Comune gli concesse il terrazzo sopra il portico, a patto che si accollasse il restauro e la manutenzione ordinaria e straordinaria del portico sottostante. E così è stato fatto negli anni scorsi. Adesso tocca a Palazzo d'Accursio fare la parte che gli compete. «Lo stesso intervento di consolidamento dice Andreon sarà fatto anche all'Arena del Sole, che, proprio come accade al portico dei Servi, sopra ha il terrazzo. A maggio andiamo avanti anche nel portico del teatro di via Indipendenza, procedendo a riconsolidarlo».