Approvato il bilancio. Magistro: Zingarelli ha raggiunto un risultato impensabile MESTRE. È il primo museo che apre in Italia negli ultimi decenni, il primo in assoluto ad essere completamente digitale e per tre anni dovrà scontare i costi di avviamento di un'operazione mai tentata prima. Ieri Polymnia, la società strumentale di Fondazione di Venezia proprietaria degli immobili del distretto di via Poerio, ha approvato il bilancio 2018 dell'M9 con una perdita di esercizio di 4,7 milioni di euro. Nei giorni scorsi il malcontento di alcuni dei consiglieri di amministrazione si era concentrato sopratutto sulle voci di spesa considerate eccessive: in totale 1,5 milioni di euro per gli eventi che comprendono gli oltre 500mila euro spesi per l'inaugurazione dello scorso 1 dicembre, i 90mila per l'installazione delle campane nel chiostro e altri eventi considerati di scarso appeal e valore simbolico da alcuni consiglieri e fortemente voluti dall'amministratore delegato Valerio Zingarelli. Che ieri si è formalmente dimesso: chiuse le polemiche e le tensioni, ieri gli sono stati profusi ringraziamenti perché ha dato l'accelerata decisiva ai cantieri che ha consentito di aprire l'M9 a dicembre. Le dimissioni sono arrivate in un clima finalmente disteso rispetto a quello delle scorse settimane, quando in Polymnia si erano levate voci critiche. Il bilancio è stato approvato con perplessità sulle spese per gli eventi ma con fiducia nel traghettamento verso una nuova fase garantita dal presidente di Fondazione Venezia Giampietro Brunello e dal presidente di Polymnia Luigi Magistro. E con la generale, sincera constatazione che Zingarelli ha portato a compimento il progetto con uno sforzo di costi di produzione da 2,7 milioni di euro, «una tantum» non replicabile per spese e impegno profuso: ringraziamenti e strette di mano hanno chiuso la collaborazione. I conti sono presto detti: da dicembre a metà marzo, gli affitti e altre attività hanno portato 730mila euro (182.500 euro al mese e gli incassi dei biglietti del museo non entrano nel novero perché saranno contabilizzati nel bilancio della Fondazione M9, la cui separazione da Polymnia ha sollevato la perplessità e le dimissioni di Zingarelli); tra ammortamenti per 680 mila euro, oneri fiscali per 224 mila euro e componenti straordinari per altri 324 mila euro, dal totale di valorizzazione di 9,5 milioni di euro si arriva ad un passivo di 4,7. Negli anni precedenti il passivo è stato di 2,5 milioni e Fondazione aveva messo in conto che i primi tre anni di avviamento dell'M9 comportassero ingenti spese. Forse non per ulteriori 2,2 milioni. «Zingarelli ha raggiunto un risultato straordinario, fino all'anno scorso impensabile», riconosce il presidente di Polymnia Luigi Magistro. «M9 è un unicum nel panorama nazionale e pianificare le risorse necessarie per il suo lancio e consolidamento non è stato un processo semplice- dice il presidente di Fondazione Brunello- Crediamo fortemente nel progetto e per noi rimane immutato l'obiettivo della sostenibilità da raggiungere nell'arco dei prossimi 3 anni: la perdita è un investimento». Domani Fondazione deciderà a chi affidare il compito dopo Zingarelli. In evidenza c'è Edmondo Pasquetti, pordenonese, esperto di comunicazione visiva aziendale e con un importante portafoglio clienti nel curriculum.