Al ministero dei Beni culturali molte candidature per il posto di direttore Entro la fine di marzo il Consorzio delle Residenze Reali Sabaude avrà un nuovo candidato alla direzione. Lo ha assicurato ieri il ministro dei Beni culturali, Alberto Bonisoli, che prima di raggiungere il Teatro Regio si è fermato a Venaria Reale facendo tappa in municipio per un incontro con il sindaco e senza passare per la Reggia. «Abbiamo già ricevuto più di venti curricula ha rivelato il ministro , adesso li stiamo analizzando. Nel giro di una decina di giorni spero di poter proporre una candidatura». Spetterà al Mibac trovare un nome adatto alla direzione del Consorzio fra le proposte arrivate in risposta alla manifestazione d'interesse, aperta il 5 marzo e chiusa una settimana dopo. «Ho dato la possibilità a chi avesse voglia ha commentato Bonisoli di mettersi in gioco». E di prendere il posto di Mario Turetta, nominato al vertice della Direzione generale per il cinema dopo mesi di tensioni interne al consiglio di amministrazione del Consorzio, dove non sembra aver lasciato un buon ricordo soprattutto tra i lavoratori. Il suo successore dovrà occuparsi del rilancio della struttura e dell'integrazione con le altre residenze che del Consorzio fanno parte. A Venaria, intanto, il ministro ha incontrato il sindaco della città, Roberto Falcone, suo collega di partito, con il quale però non avrebbe parlato del futuro della Reggia ma si sarebbe concentrato, invece, sugli effetti della sua presenza sulla città che la ospita. Ricadute che, almeno finora, non sembrano essere soddisfacenti alla luce del flusso di turisti che viene invece generato. «Ho trovato abbastanza interessante ha rivelato al termine dell'incontro con Falcone l'idea di creare un dialogo tra la Reggia e la parte esterna». Cioè il Borgo storico di Venaria, che da tempo lamenta di essere escluso dall'immenso movimento stimolato dall'ex residenza sabauda. Un po' come accade a Caserta dove l'interazione tra la Reggia vanvitelliana e la città campana è davvero marginale: due realtà separate in casa. Da anni, nella città piemontese si ragiona su come convogliare almeno una parte di quel flusso (che negli ultimi anni ha sfiorato il milione di visitatori e, nel 2016, l'ha anche superato) quantomeno nella via centrale, favorendo quindi le attività commerciali e di ristorazione presenti sul territorio. «Con il sindaco ha aggiunto Bonisoli abbiamo parlato della visione». Che a Venaria sperano si traduca presto in realtà in modo che la città possa beneficiare di un turismo che finora la lambisce solamente. Ma che vorrebbe abbracciare.