Pavia. Resti confinati lì da trent'anni, fagocitati da sterpaglie e rampicanti. Passando per il fossato del Castello Visconteo di Pavia, a poche centinaia di metri dalle Scuderie dove si tengono prestigiose mostre d'arte e fotografia, giacciono cumuli di macerie. Sono enormi blocchi di granito, frammenti di colonne, resti della Torre Civica crollata rovinosamente alle 8.55 del 17 marzo 1989. Sotto quelle macerie, abbandonate come grandi massi senza particolare significato, morirono quattro persone, ricordate ogni anno nel giorno della triste ricorrenza. Della memoria tangibile, quella fatta di marmo e pietra, nessuno sembra invece interessarsi più, a parte i gatti che tra quelle rovine hanno trovato casa. Ce ne sono un paio di razza soriana; altri neri con grandi macchie bianche, e persino uno rosso. Hanno ciotole con acqua e cibo, e persino una cuccia. Una colonia felina a vigilare sui resti della Torre. Da diversi anni gli attivisti di «Pavia Monumentale» che si battono per la salvaguardia del patrimonio storico culturale della città, hanno avanzato proposte alle amministrazioni che si sono susseguite, ma il loro appello è rimasto inascoltato : «Un vero peccato che abbiano dimenticato le rovine in quel modo commenta Vincenzo Nicolaio, presidente di Pavia Monumentale Amici della Torre . Si potrebbero catalogare ed allestire una sezione nei Musei Civici, con corredo fotografico, racconti e testimonianze». Due anni fa alcuni pezzi significativi della cella campanaria sono stati prelevati dal fossato e usati dall'architetto Angelo Del Vecchio per realizzare il monumento in ricordo delle vittime. In seguito al crollo intervennero nomi illustri per far sì che la Torre riprendesse vita, come Vittorio Sgarbi che nel 1994 presentò una proposta di legge per la sua ricostruzione. Il progetto che la città attendeva, però, non andò in porto. Il 17 marzo 2014, a 25 anni esatti dalla tragica ricorrenza, è stato inaugurato il memoriale in ricordo delle vittime: una vasca di acqua inserita all'interno del moncone e specchi con giochi di luce che restituiscono in profondità l'idea della Torre. Opera, quest'ultima, distrutta lo scorso anno dal lancio di alcuni sassi da parte di due ragazzini.