Caro Tedeschi, ho visto che oggi in Pinacoteca verrà festeggiato un anno dalla riapertura dopo nove anni di chiusura per i noti lavori di ristrutturazione dell'edificio. Io sono fra coloro che hanno apprezzato il nuovo allestimento, ma sostengo che l'ingresso dovrebbe essere gratuito, che l'accesso alla bellezza non dovrebbe avere limiti, che un bene pubblico come l'arte dovrebbe essere alla portata di tutti, visitabile senza costi più volte all'anno. Sono un sognatore o qualcuno la pensa come me? Nedo Arici Gentile Nedo, la consuetudine dei musei aperti gratuitamente a tutti è molto britannica e assai poco italiana, ma anch'io sostengo come lei che l'ingresso ai musei civici dovrebbe avere prezzi estremamente miti, simbolici o addirittura nulli. La cosa sarebbe possibile se, anche da noi, prendesse piede e vigore il mecenatismo privato, se le Associazioni amici dei musei potessero contare su contributi sostanziosi e generosi. La Pinacoteca della nostra gioventù, in effetti, aveva prezzi estremamente miti: non fosse stato così, non sarebbe stato il nostro rifugio quando si "bruciava" scuola e ci si avventurava fra Moretto e Savoldo, Foppa e Romanino alla scoperta di mondi nuovi. Anche i numeri diffusi da Brescia Musei fanno riflettere. I primi dati disponibili al netto della mostra di Tiziano (allora c'era un biglietto comune) vanno dall'1 luglio al 14 marzo 2019: otto mesi e mezzo durante i quali in Pinacoteca sono stati staccati 35.546 biglietti. I periodi di gratuità, a Ferragosto e a Natale, hanno però totalizzato 20.808 ingressi, pari al 58 per cento del totale. Senza quelli, gli ingressi sarebbero stati poco più di 1700 al mese. Fra biglietti interi (8 euro) e ridotti per bambini (3 euro) gli incassi alla biglietteria mi pare non arrivino ai centomila euro all'anno. Davvero è una cifra che nessuno sponsor potrebbe accollarsi, magari sperimentalmente per un anno? Nessuno vuole affossare i conti della Fondazione, ma una riflessione sul costo dell'accesso alla bellezza, alla nostra cultura, alla storia dell'arte, merita d'essere fatta. Massimo Tedeschi