Il senso della storia, del luogo e del tempo, un senso che si respirava fortemente tra le opere scelte per la sua Biennale dedicata al futuro del mondo, con la lettura dal vivo del Capitale di Karl Marx a fare da sfondo. Il curatore dell'edizione 2015 della Biennale di Venezia, il nigeriano Okwui Enwezor, è scomparso ieri all'età di 55 anni. Aveva lasciato l'incarico di direttore artistico della Haus der Kunst di Monaco a giugno scorso, proprio a causa del suo stato di salute. Reduce dalla direzione della Biennale di Johannesburg del 1996, nel 2002 aveva curato Documenta 11 per entrare poi come primo curatore di origine africana alla Biennale. Con «sincero dolore» Paolo Baratta ha espresso il proprio cordoglio: «Okwui Enwezor è stato curatore nel 2015 ha dichiarato il presidente della Biennale -, momento importante di una carriera che l'aveva visto riconosciuto tra i più qualificati del tempo presente. La sua grande apertura verso gli artisti del mondo, il suo grande senso di responsabilità da curatore e il suo coraggio nel proporre e difendere le ragioni dell'Arte, sono stati sempre elementi ispiratori del suo lavoro, svolto in ogni occasione con grande onestà intellettuale e raffinata capacità di analisi e di scelta. Nella storia della nostra mostra sarà sempre ricordato».