Hanno deciso di chiamarli «beni comuni». Sono i nostri paesaggi, i nostri beni culturali, le nostre tradizioni, i nostri territori, il nostro ambiente. Alla Fondazione Cariplo, in un incontro dal titolo L'Italia che si prende cura dell'Italia, promosso da Touring Club Italiano, con la collaborazione di Fondazione Labsus, si è data ieri voce a quanti si occupano a livello nazionale dei «beni comuni»: Fai, Legambiente, Slow Food... I lavori sono stati chiusi dall'intervento di Giuseppe Guzzetti (presidente della Fondazione Cariplo). L'occasione dell'incontro ha dato vita a un impegno sui beni comuni riassunto in sei punti. La Costituzione racchiude al suo interno il senso del prendersi cura dell'Italia come bene comune. Il che produce effetti positivi sulla società nella sua interezza, contribuendo a rafforzare le relazioni di comunità e il senso di appartenenza. Occorre superare le (eventuali) diffidenze e incentivare una cultura di condivisione fra istituzioni e cittadini. È necessario che le istituzioni diano maggior visibilità all'energia della società civile. La cura dei beni comuni diventa l'elemento unificante delle rispettive funzioni: sussidiarietà, integrazione pubblico e privato, rapporto tra cittadini e istituzioni, creazione di senso di appartenenza e senso civico, produzione di conoscenza e valorizzazione dei territori. Le organizzazioni si impegnano a promuovere le attività di cura del Paese e a sensibilizzare i rispettivi membri e la pubblica opinione