NAPOLI. Da quando è iniziata la disputa sulla possibilità che Le Opere di Misericordia del Caravaggio lasciasse la sede storica in via dei Tribunali per essere esposta temporaneamente nel Museo di Capodimonte, Alessandro Pasca di Magliano, governatore del Pio Monte della Misericordia, è più volte intervenuto, anche con articolati interventi su questo giornale, per difendere le ragioni del prestito. Ma ha anche preso atto della raccomandazione del Ministero per i Beni culturali di evitare lo spostamento della preziosa tela del Merisi. Ora nega con decisione l'esistenza di una trattativa con Roma per trovare un compromesso sostenibile. «Nessuna trattativa» giura - «Il Ministero ha preso le sue decisioni. Non abbiamo sentito nessuno». Sareste disposti ad accettare che a Capodimonte vada una riproduzione tridimensionale delle Opere? «Questa è una valutazione che spetta esclusivamente al direttore del Museo Sylvain Bellenger. È lui il curatore della mostra. Noi eventualmente ci limiteremmo solo a prestare la tela». E per questo prestito non ricevereste un corrispettivo? «Ribadisco: non percepiremmo nulla. Questa è una mostra per la città di Napoli. Altro discorso per quanto riguarda il mancato prestito al Quirinale. In quella occasione che fu inopinatamente mandata all'aria, avremmo ricevuto un compenso. Al Museo il capolavoro caravaggesco sarebbe andato a costo zero». Ha smentito l'esistenza di trattative col Ministero per cercare di farli recedere dal no assoluto. Come si esce dall'impasse? «L'importante è stabilire la massima collaborazione nell'esclusivo interesse della città». Ci sarebbe la possibilità di ricorrere al Tar per far cadere il no allo spostamento del dipinto. Ci avete pensato? «Tutto è possibile. Certamente l'opzione del ricorso al giudice amministrativo è una delle tante possibili. Ma le garantisco che non ne abbiamo assolutamente parlato all'interno dell'organismo di governo del Pio Monte». Lo scontro sul Caravaggio si è radicalizzato. Lei dal primo momento si è dichiarato favorevole al prestito temporaneo. In questi giorni non ha mai riconosciuto qualche fondatezza anche delle ragioni di chi la pensa diversamente? «No, noi non abbiamo alcun dubbio. Del resto, se lo avessimo avuto, non avremmo concesso l'autorizzazione al trasporto delle Opere. Il Ministero, che è il nostro organo di sorveglianza si è espresso per il no. Va bene così, anche se la partita è ancora lunga».