«Le Opere di Misericordia» del Pio Monte della Misericordia potrà venire o no a Capodimonte. Non cambierà nulla. La mostra su Caravaggio si farà». Il giorno dopo il no del Mibac, Bellenger lavora a una alternativa. NAPOLI. «Le Opere di Misericordia» del Pio Monte della Misericordia potrà venire o no a Capodimonte. Non cambierà nulla. La mostra su Caravaggio si farà». Il giorno dopo il no del Ministero per i Beni culturali allo spostamento della tela del Merisi dalla sua storica casa in via dei Tribunali alla reggia borbonica, il direttore del Museo e del Real Bosco Sylvain Bellenger ribadisce la volontà di andare comunque avanti. E lo fa pubblicamente nel corso della conferenza, organizzata dall' Inner Wheel nella sala Salvatore D'Amato dell'Unione industriali di Napoli, che lo ha visto protagonista assoluto. Certamente, il contraccolpo per lo stop romano c'è stato. «Mi hanno quasi smembrato la mostra», avrebbe confidato a chi gli sta vicino. Ma poi, ha prevalso la voglia di reagire. Ed ecco, già ieri la prima riunione operativa con i rappresentanti del Pio Monte, che pure avevano espresso parere favorevole al prestito, da aprile a luglio, della tela, completata dal genio lombardo nel 1607. «I più arrabbiati - ha rivelato il sovrintendente del Pio Monte, Alessandro Pasca di Magliano - siamo probabilmente noi. Ma certamente rispetteremo le indicazioni del Ministero. Possiamo garantire che Napoli non perderà la mostra su Caravaggio». Certamente l'intervento dall'alto costringerà a rivedere i piani. Da Roma si è anche consigliato di includere il Pio Monte in un percorso espositivo allargato. «L'ipotesi di lavoro che abbiamo preso in considerazione - ha continuato il sovrintendente - si basa appunto sull'articolazione delle mostra su due poli. A questo punto una terza via non esiste. Probabilmente acquisteremo maggiore importanza». Nessuna preoccupazione sui tempi. «Non credo - sostiene Pasca di Magliano - che possano esserci ritardi. È chiaro che la soluzione è principalmente nelle mani di Bellenger». Durante il suo lungo intervento a Palazzo Partanna, quest'ultimo ha dedicato anche altre osservazioni sull'esposizione delle opere del Caravaggio. «Si tratterà - ha spiegato - di una mostra molto mirata: verranno testimoniati 18 mesi di Caravaggio a Napoli. Un momento altamente drammatico dell'artista che era in fuga e in piena crisi. Come, del resto, lo è stato per tutta la sua esistenza. Si tratterà di una mostra scientifica che studierà anche la chiesa del Pio Monte che, come è noto è stata modificata dopo l'arrivo del dipinto, proprio in funzione di questo. Certamente in quella sede il dipinto è a un'altezza di dieci metri. Ma cercheremo ugualmente di offrire una lettura adeguata di un opera di tale valore». Il sindaco di Napoli Luigi de Magistris non ha perso l'occasione del no al temporaneo trasferimento del capolavoro del Merisi a Capodimonte per attaccare il Governo. «Il no del Ministero per i beni culturali all'esposizione per tre mesi delle Sette opere di Misericordia di Caravaggio dalla cappella del Pio Monte al Museo di Capodimonte - ha commentato il primo cittadino - è davvero non solo una straordinaria occasione persa, ma anche un incomprensibile intreccio di veti incrociati». Il sindaco ha poi così motivato queste affermazioni: «Napoli, ormai per tutto l'anno, rappresenta un palcoscenico naturale, ma soprattutto culturale, di levatura mondiale e negare il godimento di un'opera meravigliosa come quella del caravaggio ad una mostra-evento che attirerà migliaia e migliaia di napoletani e turisti è davvero un'assurda decisione cervellotica del solito partito del No, un nonsipuotismo insopportabile». Eppure il Ministero ha motivato la propria posizione. ««I rischi ai quali verrebbe esposta - è stato spiegato in una nota - al solo fine di essere trasferita presso un'istituzione culturale che si trova a poco più di due chilometri dalla chiesa nella quale è ben conservata consigliano di autorizzare il prestito». Tornando alla conferenza all'Unione industriali, Bellenger ha ripercorso il suo operato da quando è alla guida del Museo e del Real Bosco. E ha fornito anche importanti anticipazioni su futuri appuntamenti. Ha annunciato, per esempio, che la prossima festa in programma nel mese di giugno, avrà come tema il giardino italiano. E, sempre la prossima estate, Capodimonte ospiterà un concerto del maestro Roberto De Simone con la partecipazione di oltre 150 musicisti. Nell'occasione verrà eseguita una partitura di Mozart «mai suonata prima d'ora». Infine un passaggio sulla valorizzazione delle opere dell'Ottocento napoletano. «L'Ottocento richiede spazi, quindi dovremo aspettare il restauro della Casa dei Principi».