Buzzacchi: limitare l'illuminazione, ma così si fanno i restauri. Polemiche sui social: impattante VENEZIA. Enorme, luminosa e praticamente al centro del campo, continuano le polemiche per la pubblicità dello sponsor per il restauro della facciata della chiesa di San Salvador. A lasciare perplessi, non solo le dimensioni: il posizionamento sfalsato del cartellone, a favore della marzarieta II Aprile e del vicino San Bortolo, solleva molte domande così come la forte illuminazione posteriore, capace di trasformare il telone in una sorta di enorme display. Soprintendenza e Patriarcato, responsabili dell'autorizzazione e dell'accordo di sponsorizzazione, hanno promesso di parlare nelle prossime ore, spiegando nei dettagli perché si è scelto di procedere in questa maniera. Non sembra, comunque, che a livello comunale sia stato redatto un regolamento preciso per disciplinare le pubblicità, al massimo qualche accordo informale, come spiega la presidente dell'ordine degli architetti, Anna Buzzacchi: «Nel caso di un intervento privato le pubblicità non sono ammesse in nessun caso, in quel caso non si può vendere alcuno spazio sulla propria impalcatura. Diversa la questione per il restauro di monumenti pubblici, dove sarebbe più giusto parlare di sponsorizzazioni, più che di pubblicità». Buzzacchi non critica queste forme di finanziamento degli interventi, anzi, ricorda come pure ai tempi dei restauri in piazza San Marco si fosse espressa a favore: «Anche agli Scalzi, per mesi e mesi, abbiamo visto pubblicità enormi. Pure il ponte di Rialto, durante i lavori, si presentava con uno striscione promozionale del gruppo Diesel». Le polemiche non mancano sui social, anche se per gli Architetti meglio sistemare un palazzo che abbandonarlo per mancanza di fondi. Qualche considerazione generale, però, è d'obbligo: «Le pubblicità andrebbero realizzate con materiali compatibili, sulle stesse strutture del cantiere, e soprattutto non devono essere troppo illuminate. Venezia ha una luminosità particolare, delicata, che la caratterizza e che non deve essere rovinata». Va bene un faretto ad illuminare un cartellone, ma non un cartellone ad illuminare una calle. O un campo intero.