Pisa. Come e previsto, il manifesto per il No al rientro delle bancarelle in piazza dei Miracoli è diventato il nuovo e terreno di scontro tra le due anime della città. Tra i firmatari spiccano i nomi dell'ex ministro dei beni culturali e direttore dei musei vaticani Antonio Paolucci, il direttore degli Uffizi Eike Schmidt, e lo storico dell'arte Salvatore Settis. Ma a questi adesso se ne sono aggiunti altri, molti altri, tanto da superare quota mille: «Indietro non si torna, nessun ritorno al passato deve essere possibile in nessuna forma, fisica o temporale spiegano ci corre l'obbligo di ricordare che lo spostamento delle bancarelle doveva inizialmente avvenire nel parcheggio di Via Pietrasantina e solo per venire incontro alle richieste delle associazioni dei bancarellai si decise, sbagliando, di collocarle in Piazza Manin. Quella del parcheggio di via Pietrasantina è ancora l'unica soluzione possibile». La soluzione, agognata più che reale, del trasferimento negli spazi del Santa Chiara viene liquidata come «Ipotesi al limite del ridicolo». In direzione ostinata e contraria vanno invece i vertici di Confcommercio che si schierano dalla parte dei bancarellai additando i firmatari come «Professoroni fiorentini tuona il presidente della Fiva Confcommercio Franco Palermo non saranno certo loro a decidere a tavolino sulla legittimità o meno della nostra presenza in piazza Duomo. Questo loro mettere le mani avanti puzza di bruciato lontano un miglio e denuncia una povertà di argomenti disarmante». Se gli intellettuali sventolano la bandiera Unesco per puntellare il loro appello, questa diventa appiglio per una nuova frecciata: «Mi aspetto che alla lista di intellettuali si unisca anche il rappresentante italiano nella Commissione Unesco, Lino Banfi afferma con ironia il referente Confcommercio Pisa Alessio Giovarruscio sventolare la bandiera Unesco come uno spauracchio non è un argomento degno di questi professori che ex cathedra pretendono di far girare il mondo a loro piacimento, peraltro secondo il cliché di un estetismo patinato e di maniera. Luoghi di culto e monumenti storici da sempre e a tutte le latitudini forniscono a pellegrini e turisti oggetti, icone, ricordi e souvenir attinenti al luogo simbolo».