Venezia, i soldi in più nelle casse del Comune usati per ridurre la tassa sui rifiuti VENEZIA. Tre milioni per il 2019, dieci per i successivi due anni. E' la prova che Ca' Farsetti dal contributo di accesso non si aspetta i denari per fare cassa, tanto meno per avviare quei lavori di manutenzione rimasti fermi per anni. Questa volta è stato messo nero su bianco, nella delibera di variazione di bilancio e in quella del bilancio triennale approvate ieri dalla giunta. «Sette milioni li metteremo per abbassare la Tari a famiglie e imprese», dice l'assessore Zuin. VENEZIA. Questa volta è stato messo nero su bianco, nella delibera di variazione di bilancio e in quella del bilancio triennale: tre milioni per il 2019, dieci per i successivi due anni. E' la prova che Ca' Farsetti dal contributo di accesso non si aspetta i denari per fare cassa, tanto meno per avviare quei lavori di manutenzione rimasti fermi per anni. Anzi, gli incassi del ticket serviranno per ridurre le tasse sui veneziani. Detto fatto, perché ad esempio sette dei dieci milioni previsti a regime serviranno per ridurre le bollette dei rifiuti (Tari) di cittadini e imprese. «Il sindaco è stato chiaro spiega l'assessore al Bilancio Michele Zuin gli introiti del contributo potranno essere impiegati per la salvaguardia della città, per aumentare la sicurezza e per tagliare i costi a famiglie e aziende veneziane. E così faremo, dopo aver già dato un primo segnale quest'anno con un taglio delle bollette. Abbiamo fatto delle stime, e molto dipenderà se verranno confermate, ma vogliamo continuare in questa direzione anche nei prossimi anni: la Tari è la tassa che pagano tutti e che incide sul bilancio famigliare». Grazie alla tassa di soggiorno (4 milioni) ad esempio la riduzione media nel 2019 sarà del 2,7 per cento, anche se per le famiglie sono state introdotte ulteriori «sconti». La delibera di assestamento è stata approvata ieri dalla giunta (adesso dovrà avere l'ok del consiglio comunale) dà già delle indicazioni su quello che sarà il ticket di accesso, perché se nemmeno a regime (con i quattro bollini da tre a dieci euro) Ca' Farsetti stima di incassare più di dieci milioni, allora davvero il contributo serve soprattutto a gestire meglio i flussi e a limitare gli arrivi nei giorni più «caldi» dell'anno. Del resto il sindaco Luigi Brugnaro lo ha ripetuto anche ieri: «Vogliamo fare qualcosa per difendere il centro storico. I soldi non saranno tanti, ma l'effetto culturale nel mondo sì». Proprio in questi giorni ad esempio il New York Times ha dedicato un articolo al biglietto d'ingresso «per sostenere la manutenzione del tanto visitato Patrimonio dell'umanità», descrivendo con curiosità e approvazione il provvedimento. Per ora l'unico dato certo è quello dei crocieristi (un milione e settecentomila l'ultimo anno), per gli altri vettori i problemi non mancano: da chi arriva in treno a chi utilizza i lancioni granturismo fino ai turisti «mordi e fuggi» che giungono a Venezia in autobus con Actv (lasciando l'auto a Mestre) o Atvo che ogni anno trasporta in centro storico dalle località balneari circa tre milioni di visitatori. Un capitolo a parte meritano le auto che saranno soggette alla zona a traffico limitato (già prevista nel Piano della Mobilità) che dovrà essere autorizzata (con tanto di omologazione delle telecamere) dal ministero delle Infrastrutture. Un provvedimento inevitabile per non rischiare di avere un aumento di traffico sul ponte della Libertà per evitare di pagare il ticket. La differenza tra i primi sei mesi di sperimentazione (da fine maggio a dicembre) e il contributo a regime sta tutta nelle tariffe modulate a seconda della stagionalità fino a dieci euro e all'introduzione della ztl anche per le auto. Intanto Ca' Farsetti aspetta di definire le modalità tecniche e operative con l'aiuto di Venis, per far partire i sessanta giorni previsti dalla legge prima di poter introdurre il contributo. «Tutto sarà modificabile e migliorabile, da qualche parte dovevamo partire, più che al ticket puntiamo al messaggio culturale al mondo. Venezia è una città viva». Dei dieci milioni previsti dal 2020 in poi, oltre ai sette per la riduzione della Tari, uno e mezzo è previsto per la manutenzione della città, altrettanto per la gestione del sistema.