I locali sono in Fiera. Lavori consegnati a dicembre. Capone: «Presto il bando per la gestione» A Lecce sorgerà la «Scuola nazionale di cinema» (nell'ex Collegio Argento, accanto al Convitto Palmieri) con un assegno complessivo da poco più di 3,5 milioni. La mission? Se mai ci fosse ancora mercato (in molti nutrono seri dubbi) l'obiettivo è di formare i professionisti del restauro delle pellicole cinematografiche e delle attività audiovisive. Ma i film hanno un peso specifico anche a Bari: nel 2013 fu deciso di avviare un museo contemporaneo dell'audiovisivo italiano per visitatori «multimediali» di tutte le età. E a dicembre scorso il cantiere, localizzato nella Fiera del Levante (Palazzo Mezzogiorno), è stato consegnato con tutto quello che prevedeva il bando da 3,6 milioni finanziato dal Poin «Attrattori naturali e culturali» (tramite Apulia Film Commission come stazione appaltante). Così, con un po' di ritardo, nelle prossime settimane l'assessorato alla Cultura, guidato da Loredana Capone, presenterà un bando per raccogliere manifestazioni d'interesse di candidati alla gestione della «Filmhouse». In origine il progetto prevedeva di utilizzare anche l'immenso patrimonio della Cineteca Lucana, il mega-archivio privato messo insieme e custodito da Gaetano Martino. Attrezzature dell'epoca pre-cinema e macchine per le riprese e giroscopi. Ma anche diecimila metri quadri di materiale per un totale di più di ventiquattromila pellicole in 16 e 35 mm tra documentari e lungometraggi accumulati in 25 anni di lavoro, dai film muti a Cabiria , primo kolossal italiano (copia prestata a Tornatore per il suo Baaria , film in cui Martino recitò anche un cameo). Dopo aver siglato un accordo, il passaggio del materiale non è mai andato a buon fine e nella nuova versione oltre alla parte sulla storia della musica è stato affidato il compito di definir uno studio di fattibilità a Fabio Viola, guru del gamification, con l'intenzione di ampliare l'area a realtà virtuale, animazione e videogiochi. Le Regione, per tramite di Apulia Film Commission, vorrebbe rendere la gestione della «Filmhouse» sostenibile. Dopo un contributo nella fase di start-up, il soggetto candidato dovrebbe lavorare con iniziative, mostre e prodotti da «esportare» in altri luoghi. È prevista anche l'attivazione di ristorazione interna e di visite guidate con le scuole. Tutto perché per mantenere in piedi la struttura occorrono diverse migliaia di euro all'anno. È allo studio un business plan in grado di aprire i cancelli della struttura. «Stiamo lavorando per attivare l'iniziativa afferma Loredana Capone, assessore regionale alla Cultura in modo da completare l'offerta pugliese sul cinema. Altro non posso dire visto che siamo in attesa di concludere l'iter». I progetti si sa cambiano. E spesso sono legati dichiarazioni che sembrano speranze più che certezze. Rileggendo l'«iter» che ha portato all'approvazione dell'iniziativa, la «Filmhouse» dovrebbe aprire i battenti dopo 4 anni dalla scadenza stimata (fine 2015). E con un contenuto rivoluzionato. «Riteniamo una vera e propria fortuna disse nel 2013 Silvia Godelli, assessore regionale al Turismo poter lavorare con il materiale della Cineteca Lucana. Si tratta di un museo permanente che racconterà a tutta l'Italia la storia del cinema. La Puglia si conferma una regione che scommette sul futuro». Quel futuro che deve ancora arrivare.