Decisione del ministero dopo un anno dalla riapertura. I carabinieri accolgono le scolaresche. «Il Castello è aperto al pubblico nelle giornate di venerdì, sabato e domenica, con orario 10-18 ed è prevista una visita guidata all'ora per un massimo di 25 persone per turno». Il messaggio campeggia con orgoglio sul sito del Comune di Moncalieri, a testimoniare come il simbolo della città appartenga ormai a tutti. Peccato che da circa un mese non sia più così. Perché il Castello Reale, riaperto il 9 novembre 2017 dopo nove anni dall'incendio che ne distrusse un'ala, è stato chiuso. Di nuovo. Non dal Comune, ma dal Polo Museale. Ossia l'organo periferico del ministero per i Beni e le Attività Culturali, che gestisce gli appartamenti reali e la cappella regia. Alla fine del 2018, a un anno dalla riapertura al pubblico, si sono contati qualcosa come 20 mila ingressi. E con soli 12 giorni al mese disponibili per le visite. Un successo che si è scontrato però con il personale insufficiente. Sì, perché il motivo della nuova chiusura è proprio quello: non ci sono abbastanza addetti per garantire i servizi ritenuti essenziali per tenere i cancelli aperti. La beffa Una vera beffa per chi ha speso energie, soprattutto economiche, per iniziare anni fa un percorso che ha portato a restituire alla comunità un gioiello dal valore storico e culturale incalcolabile. Comune, Compagnia di San Paolo, Regione e tanti altri. Una volta che è arrivata la comunicazione dello stop, da Palazzo Civico non l'hanno presa molto bene. Anzi. La reazione del sindaco Paolo Montagna pare non si possa nemmeno descrivere. Il suo commento più pacato ha riguardato i 70 mila euro, che l'amministrazione aveva messo di tasca propria per aiutare il percorso di riapertura: «Ce li devono ridare». Una provocazione certo, ma non tanto lontana da una volontà reale che per qualche giorno è balenata nella mente di Montagna. L'aiuto dei militari Per fortuna che nel Castello ci sono i carabinieri. L'Arma ha infatti acconsentito, nei giorni scorsi, a far visitare alcune porzioni dell'edificio alle scolaresche di Moncalieri. Di fatto, continuando in qualche modo a mantenere vivo il collegamento tra il patrimonio storico e la popolazione. Un passo che è stato molto apprezzato dal Comune. Ma ora la domanda è una: che fine farà il Castello? La direttrice del Polo Museale, Ilaria Ivaldi, al momento non è in grado di dare tempistiche certe: «Per poter garantire l'apertura al pubblico, abbiamo chiesto al ministero l'assegnazione di adeguato personale di vigilanza e accoglienza. Purtroppo però non c'è disponibilità. Ad oggi è presente solo un dipendente». Soluzioni alternative? «La direzione generale Musei del Mibac sta seguendo la questione e valutando la possibilità di assegnare del personale Ales (società interna del ministero, ndr) che consenta di sopperire, almeno in parte, alla carenza. A breve si dovrebbero avere novità. Voglio sottolineare che l'attenzione al problema è massima. Si valuterà ogni possibile soluzione che consenta di riaprire il castello, in una situazione comunque non oggettivamente facile. Ricordiamo che gli appartamenti reali sono inseriti all'interno della caserma di un Reggimento dei carabinieri, tuttora attiva e operante».