Da Paolucci a Malvaldi (all'ex assessore della Ceccardi), il fronte contro l'idea di un ritorno Pisa. Da storici dell'arte come Antonio Paolucci e Tomaso Montanari a matematici come Carlo Carminati. Da scrittori come Marco Malvaldi a scienziati come Fabio Beltram. E ancora, il direttore delle Gallerie degli Uffizi di Firenze Eike Schmidt, l'antropologo Carlo Tozzi. È folta e pesante la lista dei firmatari dell'appello «Mai più bancarelle in piazza dei Miracoli». Ed è pure bipartisan, dato che nell'elenco c'è anche Luca Nannipieri, ex assessore della leghista Susanna Ceccardi. Cioè la regista della strategia che ha portato il collega di partito Michele Conti a diventare sindaco a Pisa. È stato proprio Conti, ed ormai il dibattito va avanti da mesi, a proporre di riportare con progetti diversi le bancarelle in piazza dei Miracoli. La loro uscita dalla piazza è datata 2013, dopo una battaglia politica notevole e con uno strascico di ricorsi legali andati avanti per anni. Le bancarelle sono state spostate in piazza Manin in modo provvisorio, e questa vicenda ha visto da tempo le associazioni di categoria tornare alla carica. L'ultima ipotesi è quella di attrezzare delle Api Piaggio elettriche come bancarelle. Ma neanche questa convince i firmatari dell'appello. «Ormai da due anni è nuovamente possibile ammirare la piazza del Duomo in tutta la sua straordinaria bellezza. Dopo il restauro della Torre pendente, la pulizia dei suoi marmi, il difficile recupero del Camposanto Vecchio dalle fiamme della guerra, finalmente anche la facciata duecentesca dello "Spedale Nuovo" è tornata ad essere visibile, ridandoci la gioia e l'emozione di ritrovare l'antico luogo sacro e profano che ha scandito per secoli il tempo di questa città» scrivono i firmatari dell'appello. Che bocciano tutta l'operazione «bancarelle» finora discussa a Pisa con Conti. «Con grande sorpresa dobbiamo rilevare» che invece di sostenere la «liberazione» di tutta l'area dalle bancarelle, «proprio nelle ultime settimane abbiamo dovuto assistere alla proposta della ricollocazione delle bancarelle in piazza del Duomo, magari attraverso idee fantasiose, quali l'uso delle Api Piaggio trasformate per l'occasione in "carretti" pieni di mercanzie, o dietro il paravento della "soluzione temporanea"». No, dicono gli intellettuali nell'appello promosso da Valeria Caldelli, Pierluigi D'Amico e Silvia Silvestri. «Nel 2006 l'Unesco sottolineava "lo stato di degrado causato dall'interferenza delle attività commerciali' e come queste impattassero "con la piena visibilità ed integrità della prospettiva del contesto e del decoro". Un ritorno delle bancarelle esporrebbe dunque la città anche al rischio di una revoca del riconoscimento di sito Unesco alla famosa piazza dei Miracoli prosegue l'appello riteniamo dunque necessario che si abbandonino definitivamente i propositi sbagliati e che si sancisca una volta per tutte l'incompatibilità della presenza delle attività commerciali con occupazione di suolo pubblico in piazza dei Miracoli». «Affari loro», taglia corto il deputato leghista Edoardo Ziello. «Noi vogliamo preservare l'aspetto artistico prosegue ma anche l'aspetto sociale, la disgrazia che ha colpito i 50 bancarellai trasferiti in piazza Manin. Gli intellettuali da salotto si raccolgono in questo fronte contro il Comune, guardando ciecamente e biecamente l'aspetto artistico della piazza e non quello delle famiglie che muoiono di fame. Io cerco l'equilibrio, voglio tutelare questa famiglie e non solo il paesaggio. Se devo scegliere tra questi intellettuali e i bancarellai scelgo i secondi, visto che questi intellettuali non hanno firmato niente contro il degrado che regnava a Pisa quando governava il Pd». Non la pensa così Olivia Picchi, consigliera comunale e vicepresidente commissione attività produttive: «Ora la città è più bella, non si torni indietro. Per il momento, Conti e Ziello hanno fatto solo annunci, non c'è un atto vero. Io sarei favorevole ad un referendum. Sarebbe un modo per capire da che parte sta la città, per davvero».