L'ad contrario al nuovo Piano votato dal cda di Brunello MESTRE. Fondazione di Venezia affida la gestione del museo multimediale del '900 alla Fondazione M9 e l'amministratore delegato di Polymnia Valerio Zingarelli si dimette. Aveva già annunciato che se ne sarebbe andato dopo aver messo a segno il completamento dei lavori e l'apertura del museo il 1 dicembre, a poco più di un anno dal suo insediamento: ma l'annuncio è arrivato via mail lunedì, dopo che venerdì il consiglio di amministrazione di Fondazione di Venezia ha deciso di mettere nero su bianco chi fa cosa nel distretto di via Poerio, dove ha investito 110 milioni di euro. Polymnia dovrà gestire tutti gli immobili, i contratti commerciali dei negozi e attirare persone nel distretto con eventi; FM9 guidata dal presidente di Fondazione Venezia Giampietro Brunello insieme allo stesso Zingarelli e Maria Leddi (torinese, già docente ed esperta di funzioni di vertice della pubblica amministrazione, componente del Cda di Fondazione) ha il compito di pensare politicamente alla programmazione per il museo che il direttore Marco Biscione dovrà rendere operativa. La divisione dei compiti era già stata annunciata la scorsa estate da Brunello ma Zingarelli non era mai stato d'accordo perché riteneva che nel primo anno di avviamento fosse necessaria una gestione unitaria di distretto e museo per tenere d'occhio l'andamento generale e quello dei conti e per, eventualmente, aggiustare il tiro. La situazione oggi è questa: la programmazione museale tralasciata per motivi di avvicendamento ai vertici, ora è tutta nelle mani del direttore Marco Biscione che si è insediato a novembre e sta correndo contro il tempo per contattare scuole, associazioni, organizzare eventi culturali e prossime mostre; e nonostante Polymnia abbia investito anche economicamente per l'allestimento delle attività, gli spazi commerciali ai piani superiori dell'ex convento sono per la maggior parte inabitati. Pure il prossimo insediamento della società di co-working Copernico prevista per la primavera è ancora da mettere a punto. Uno perché c'è bisogno di una variante di destinazione d'uso del Comune visto che sarà attività direzionale e non commerciale, due perché la presenza di uffici che restano chiusi in fine settimana e tutte le sere all'orario dell'aperitivo non è in linea col progetto di rivitalizzazione del centro città che è parte dell'investimento M9. «Ogni attività deve essere utile al territorio e avevo delegato a Zingarelli a seguire la questione, ora la prenderemo in mano con personale professionalmente orientato», spiega Brunello, che non lesina ringraziamenti a Zingarelli e anzi, rilancia. «La diversità di opinioni e la necessità di dare corso alla nuova fase di sviluppo del Museo e del distretto M9 hanno portato a separare le nostre strade, ma senza alcuno strascico polemico e in modo condiviso assicura - Anzi, gli ho chiesto di rimanere e mettere a disposizione la sua esperienza nella multimedialità e nell'information tecnology. Non mi ha detto sì ma neanche no: la considero un'apertura». Zingarelli ha visione, carattere fumantino ed è uno che va di corsa pur di centrare l'obiettivo. Con tutto il carico di una personalità importante e spesso non simpatica che ha creato frizioni in questi mesi ma ha è riuscito ad aprire il museo occupando spazi vuoti. Tra 2017 e 2018 Fondazione aveva cancellato la Fondazione Venezia 2000 per M9 che doveva dare la guida politica al museo, il direttore museale in pectore Guido Guerzoni aveva dato le dimissioni e non era ancora stata istituita Fm9; Zingarelli aveva coperto gli spazi di governance vacanti. «Sono molto soddisfatto per aver completato il progetto M9 rispettando i tempi, i costi e la qualità pianificati, grazie anche agli eccellenti collaboratori di Polymnia - dice Zingarelli - Abbiamo realizzato un distretto nel cuore di Mestre che sta ricevendo commenti entusiastici. Ora altre significative iniziative professionali e personali mi attendono, ma, anche se da lontano, seguirò sicuramente con entusiasmo e affetto le future attività di M9». La Tim diretta da Luigi Gubitosi, la Rai dove ha già lavorato: le ipotesi sui suoi prossimi impegni sono tante. Ipotesi sui successori: non pervenute. Intanto, M9 ha come orizzonte per la quadratura dei conti il 2020. Anno nel quale scadrà anche l'incarico di Brunello.